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IL PRESIDENTE/ Napolitano, un incontro iniziato quel 17 marzo...

Pubblicazione:domenica 21 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:domenica 21 agosto 2011, 14.58

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (Imagoeconomica) Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)


L’invito al dialogo è una costante dei suoi ultimi interventi pubblici. Oggi, sul palco con il Capo dello Stato ci saranno il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, e il vicesegretario del Pd, Enrico Letta. Entrambi impegnati in prima linea nei rispettivi schieramenti. Una cosa che non gli ha impedito nel 2003 di dar vita, insieme a colleghi di centrodestra e centrosinistra e con la collaborazione della Fondazione per la Sussidiarietà che ne cura la segreteria scientifica, all’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà.

Oggi l’Intergruppo,  che non a caso collabora all’organizzazione dell’incontro del Meeting, conta oltre 320 tra deputati e senatori. E si è distinto per alcune “battaglie” come quella per la difesa del 5 per mille o per lo statuto delle imprese. Il tutto partendo da un confronto vero sul tema della sussidiarietà.

Non è un segreto che Napolitano abbia molto a cuore un’esperienza parlamentare di questo tipo. Un’esperienza che proprio al Meeting, nel 2004, presentò un documento che riletto oggi fa una certa impressione. A partire dal titolo “Politica per il popolo, politica del popolo”.

«Far cadere l’incomunicabilità che caratterizza la politica italiana - scrivevano allora - transitando verso un bipolarismo maturo fatto di alternanza e di condivisione allo stesso tempo. Questo è l’obiettivo che ciascuna parte politica dovrebbe avere. Aprire una nuova fase della politica in cui, nel confronto anche aspro, si apra sempre lo spazio per il dialogo e la corresponsabilità in nome del bene comune. Cercare e sviluppare politiche di condivisione senza che questo faccia saltare i criteri guida di un bipolarismo che, in termini di trasparenza ed efficacia del sistema, continua a rappresentare una conquista di questi anni».


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