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NAPOLITANO/ 1. Letta (Pd): da Rimini il primo passo per rifare il Paese

Enrico Letta (Foto Imagoeconomica) Enrico Letta (Foto Imagoeconomica)


Guardi, le poche (purtroppo) leggi bipartisan approvate in questi ultimi anni dal Parlamento sono state tutte promosse dall’Intergruppo. Stiamo parlando di temi cruciali, al cuore dell’Italia che vuole ripartire: dal merito, ai comuni, fino al cinque per mille.


Il Meeting di quest’anno parla di “certezza” in un momento storico in cui sembrano prevalere l’insicurezza e la paura della crisi economica. Secondo lei, da dove è possibile ripartire?


Devo dire che la scelta degli organizzatori è quella giusta, anche se certamente molto ambiziosa.
Stiamo vivendo infatti un tempus horribilis segnato da una crisi globale e, parallelamente, da una profonda crisi europea. A mio avviso, noi italiani, che abbiamo voluto l’Europa, che l’abbiamo costruita con De Gasperi e l’abbiamo guidata con Romano Prodi, dobbiamo fare tutto il possibile per rilanciarla. È l’Europa, infatti, il fondamento del nostro futuro. Questo è il tema che porrò oggi all’attenzione del Meeting e del Presidente della Repubblica, che in questo senso costituisce un vero e proprio faro. Accanto a questo, ovviamente, c’è il tema delle risposte immediate che la politica è chiamata a dare.


Proprio a questo proposito, qual è il suo giudizio sulla manovra del governo e quali sono le sue proposte per migliorarla?


Vedo purtroppo che in Italia c’è un governo che mette toppe, anche se è l’abito che andrebbe cambiato. Le toppe non sono altro che le manovre da 40 miliardi che ogni due mesi vengono proposte e continuamente modificate. Davanti a questa situazione devo confessare che ho un’aspirazione diversa: vorrei un governo diverso, capace di rifare il vestito dell’economia e della “missione Italia”. Con le toppe, infatti, non si va lontano.


Cosa intende per “governo diverso”?