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NAPOLITANO/ 2. Lupi (Pdl): un riconoscimento al popolo dei 150 anni

Pubblicazione:domenica 21 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:domenica 21 agosto 2011, 9.18

Il Vicepresidente della Camera dei Deputati, Maurizio Lupi Il Vicepresidente della Camera dei Deputati, Maurizio Lupi


Credo che sia la vera sfida per chi fa politica oggi. La crisi, infatti, sembra spazzare via tutte le nostre “piccole” certezze: il mercato, gli investimenti, il valore su cui sono costruite le cose. La rinascita dell’Italia e dell’Occidente non sarà però legata soltanto alla variabile economica. Potrà avvenire, invece, se partirà dalla ricostruzione del soggetto, di persone coscienti del proprio compito e della propria sfida nei confronti della realtà. Non a caso il nostro Paese è uscito dalla Seconda guerra mondiale puntando proprio sul capitale umano, sull’educazione e sulla valorizzazione dei talenti.

In queste ore la politica torna a discutere e a dividersi sulle risposte concrete e immediate da dare alla crisi. La manovra del governo torna così sotto il fuoco incrociato.


Innanzitutto, sarebbe sbagliato dare un giudizio che non fosse immerso nella realtà in cui viviamo. La situazione economica italiana, europea e mondiale è sotto gli occhi di tutti. L’enorme debito pubblico che abbiamo sulle spalle è un fattore limitativo alla crescita e, davanti a questa sfida, non c’è una strada alternativa alla riduzione della spesa pubblica. Se osserviamo soltanto la manovra è evidente che non possono bastare i tagli alla spesa e i contributi di solidarietà, ma si può iniziare a ragionare. Giorgio Vittadini, ad esempio, sul Corriere della Sera ha rilanciato ieri due questioni fondamentali: l’educazione e lo sviluppo. Sono perciò convinto che la manovra non potrà essere stravolta, ma si potrà decisamente migliorare al Senato, grazie al contributo di tutti.

E quali sono le sue proposte in merito?


Innanzitutto, l’introduzione del quoziente familiare. Non si può, infatti, chiedere un contributo di solidarietà che non tenga conto della composizione del nucleo famigliare. Dopodiché la grande sfida delle riforme strutturali: previdenziale e fiscale innanzitutto. Infine la riduzione dei “costi della politica”, senza dimenticarci che la democrazia è una risorsa e non un costo, e una discussione serena sul tema del federalismo, così come lo ha posto giustamente il Presidente Formigoni.

Molti di questi sono i temi “caldi” del rapporto tra Pdl e Lega?


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