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NAPOLITANO/ 2. Lupi (Pdl): un riconoscimento al popolo dei 150 anni

Pubblicazione:domenica 21 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:domenica 21 agosto 2011, 9.18

Il Vicepresidente della Camera dei Deputati, Maurizio Lupi Il Vicepresidente della Camera dei Deputati, Maurizio Lupi

Il Meeting di Rimini 2011 si apre oggi nel segno dei festeggiamenti per l’anniversario dell’Unità d’Italia, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Un incontro atteso quello di questa sera, dal titolo “150 anni di sussidiarietà”. IlSussidiario.net ne ha discusso con il vicepresidente della Camera dei Deputati, Maurizio Lupi.

Onorevole Lupi, qual è il significato della partecipazione del Capo dello Stato a questa edizione del Meeting?


Il Presidente Napolitano in questi anni ha rappresentato per il nostro Paese un punto di riferimento essenziale, una garanzia del ruolo che le istituzioni possono e devono svolgere essendo, da un lato, al di sopra delle parti e, dall’altro, nel cuore dei problemi del Paese. Il suo è stato un continuo appello, una “moral suasion” al confronto e a un’idea di politica in cui non ci sono nemici da abbattere. D’altronde, lo scopo della politica al di là degli schieramenti, come ci insegna il Capo dello Stato, è servire il bene comune. C’è poi un altro aspetto da sottolineare.

Quale?


Il fatto che il Presidente abbia accettato l’invito a partecipare a questa edizione del Meeting di Rimini, che dedica all’anniversario dell’Unità la sua mostra principale (“150 anni di sussidiarietà”), è il riconoscimento di una storia segnata dal protagonismo di un popolo. Un momento perciò molto significativo sulla scia di alcune tappe cruciali di un lungo anno di festeggiamenti. Penso al messaggio del Capo dello Stato alle Camere, a quello del Santo Padre, Benedetto XVI, in occasione dell’anniversario e alla Messa celebrata dal Cardinal Bagnasco. Passaggi fondamentali che hanno riaffermato l’importanza della Chiesa e del cattolicesimo come pilastri fondamentali della storia di questo Paese, nel rispetto di tutte le storie che lo hanno fatto grande.

E che senso ha parlare di “certezza” in un momento come questo, come accadrà a Rimini durante tutta questa settimana?


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