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NAPOLITANO/ 1. Folli: la "Costituente" di Rimini

Pubblicazione:lunedì 22 agosto 2011

Giorgio Napolitano Giorgio Napolitano

«Il dibattito pubblico di questo Paese ha ricevuto ieri, dal Meeting di Rimini, un contributo importantissimo». Stefano Folli, intervistato da IlSussidiario.net, inizia così la sua riflessione sul significato della partecipazione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all’incontro “150 anni di sussidiarietà”, che ha aperto questa edizione del Meeting.
«Innanzitutto – prosegue Folli –, il Capo dello Stato ha tenuto un discorso molto alto che segnerà la discussione delle prossime settimane. Non solo, il suo è stato anche un importante riconoscimento dell’opera sociale e culturale che Comunione e Liberazione svolge da molti anni. La concordanza che si è potuta riscontrare nella lettura delle linee guida di questi 150 anni ha infatti rappresentato un passo in avanti della nostra storia, a mio avviso costantemente segnata dall’incontro tra cattolici e laici.
Al centro di questa convergenza il ruolo fondamentale che la sussidiarietà ha avuto e che continuerà ad avere, soprattutto in questi tempi di tempesta».

Quali sono stati secondo lei gli altri “passaggi chiave” dell’intervento del Presidente Napolitano?

In primo luogo il richiamo alla politica affinché sappia dare risposte rapide e credibili e riprenda l’iniziativa con quello “slancio morale” che ha segnato i momenti più importanti della nostra storia. Di quello slancio, purtroppo, oggi c’è ben poco, anche se dovrebbe essere la base di una risposta corale all’emergenza.
Riguardo a queste precise responsabilità nessuno dei protagonisti è stato “risparmiato”. D’altronde, tocca sia al governo che all’opposizione ritrovare uno spirito unito e coeso, simile a quello della Costituente. Per certi versi, infatti, questo periodo storico ricorda il Dopoguerra. 

Il Capo dello Stato ha poi posto una domanda alle istituzioni e alla società: abbiamo davvero saputo parlare in questi anni il linguaggio della verità?


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