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ANTICIPAZIONE/ 1. Calderoli: la mia proposta per salvare comuni e province

Il dibattito sul federalismo fiscale è tornato prepotentemente sotto i riflettori a causa dei tagli agli enti locali importi dalla manovra. ROBERTO CALDEROLI ne parla a IlSussidiario.net

Roberto Calderoli (Foto Imagoeconomica) Roberto Calderoli (Foto Imagoeconomica)

Il ministro Calderoli questa mattina sarà ospite del Meeting di Rimini per partecipare al dibattito sul federalismo fiscale. La discussione si preannuncia piuttosto accesa. Sullo stesso palco infatti siederanno due sindaci sul piede di guerra come Gianni Alemanno e Piero Fassino. «Per quanto mi riguarda – spiega Calderoli a IlSussidiario.net –, anche quest’anno vado a Rimini con lo spirito costruttivo di chi vuole portare e raccogliere proposte. Tra l’altro, proprio sul tema dei comuni, penso di avere qualche buona idea per raggiungere un accordo».

Ministro, partiamo dal nodo pensioni: è deciso, la Lega non tratterà?

Intanto vorrei chiarire che non abbiamo voluto fare di questo tema un “totem”. La nostra linea è sempre stata motivata e argomentata.
Ci sono già stati, in un intervallo di tempo relativamente breve, quattro interventi di grande portata. All’inizio di questa legislatura le pensioni sono state collegate alla durata media di vita, un meccanismo virtuoso e automatico addirittura più avanzato rispetto a ciò che chiedeva l’Europa. Poi l’intervento giocato sulle finestre delle pensioni di anzianità che ha determinato un differimento di 15 mesi.
Non dimentichiamoci, infine, il provvedimento sulle donne del pubblico impiego, al termine del quale ci eravamo ripromessi di non intervenire più. Tanto meno nel settore privato, che per ovvie ragioni dà meno garanzie riguardo alla tenuta del proprio posto di lavoro.

Non ci sono più margini quindi?

Direi proprio di no. Il punto di compromesso sull’età pensionabile, frutto di una mediazione lunga e laboriosa tra Lega e Pdl, è contenuto nella manovra bis.
Al governo oggi dico: continuare a mettere mano alle pensioni genera un clima di incertezza generalizzato. Non dimentichiamoci, tra l’altro, che stiamo parlando di cifre piuttosto misere. 

Secondo alcuni giornali, Berlusconi starebbe preparando il colpo di scena: abolizione di tutte le province e aumento dell’Iva per poter eliminare l’odiato contributo di solidarietà. Da dove partiamo?