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SCENARIO/ Macaluso: caro Pd, su giovani e pensioni non imitare la Lega

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Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani (Imagoeconomica)  Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani (Imagoeconomica)


È una speranza. Di sicuro Letta esprime una posizione spiccatamente dialogante e, rispetto a Bersani, è più attento nei confronti del centro e del ruolo che assolve e può assolvere nel Paese. Lo stesso vale nei confronti di Montezemolo, anche se Italia Futura non rappresenta ancora una forza consistente.

Passando ai contenuti della manovra: se nel centrodestra ogni verdetto è rimandato all’incontro risolutivo tra Berlusconi e Bossi, nel centrosinistra il Pd rischia di rimanere schiacciato sulle posizioni della Lega?

Su questo tema la penso come Enrico Morando. Una riforma che vada a incidere sull’età pensionabile è da mettere in cantiere, soprattutto in base all’allungamento dell’aspettativa di vita. Al di là degli aspetti tecnici, infatti, sono convinto che la bussola oggi sia puntare sulle nuove generazioni, abbattendo parallelamente il precariato diffuso.

A complicare le cose in casa Pd uno sciopero generale indetto dalla Cgil che suona come una sfiducia alla capacità di contrattazione del Pd e costringe il suo segretario a prestare il fianco all’iniziativa di Antonio Di Pietro.

È vero, Bersani è in difficoltà, anche se sono convinto del fatto che oggi sia l’unica personalità del Partito Democratico in grado di mediare tra le varie sensibilità interne tenendo al contempo ferma la barra.
Di Pietro, dal canto suo, fa demagogia come sempre e nella sua nuova veste “operaista” rischia di cadere nel ridicolo.
Al di là del rapporto con l’Idv sono però convinto che il vero problema dei democratici sia il Sel, una forza politica vera con cui bisognerà iniziare a fare i conti.

Il Pd dovrà chiarirsi le idee anche su tutti gli altri punti caldi della manovra?


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