BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

SCENARIO/ Macaluso: caro Pd, su giovani e pensioni non imitare la Lega

Il direttore de Il Riformista, EMANUELE MACALUSO, intervistato da IlSussidiario.net, invita il Pd a formulare una proposta alternativa chiara sulla manovra e torna sul discorso di Napolitano

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani (Imagoeconomica)Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani (Imagoeconomica)

«Quando un governo, nonostante tutto, rimane in piedi, l’opposizione ha solo due possibilità: o se ne va o prova a migliorare le cose. Credo che per il Pd sia giunto il momento della responsabilità. Con le sue controproposte deve provare a strappare qualcosa per i lavoratori e per il popolo che rappresenta». Il direttore de Il Riformista, Emanuele Macaluso, invita il Partito Democratico a formulare una proposta alternativa chiara sulla manovra. «Per ora – dice Macaluso a IlSussidiario.net – domina la confusione tra le sue diverse anime. Anche la lettera che Walter Veltroni ha inviato ieri a La Repubblica mi è sembrata un riassunto di questioni già sollevate senza grandi novità».

Direttore, tornando al discorso con cui il Presidente Napolitano ha inaugurato il Meeting di Rimini, quanto è riuscito a incidere sul dibattito politico secondo lei?

A distanza di una settimana devo dire che un’influenza l’ha certamente avuta, sia sui comportamenti della maggioranza che su quelli dell’opposizione. C’è stata infatti più cautela e meno aggressività da entrambe le parti.
Tuttavia, lo spirito profondo di quell’intervento non è stato colto pienamente a causa di un passato che pesa troppo.

A cosa si riferisce?

Alla base dei difficili rapporti tra maggioranza e opposizione c’è la presenza di Berlusconi e di tutto ciò che i due schieramenti si sono detti in questi anni. Per questo sono convinto che un appello di questo spessore fosse indispensabile per rendere meno violenta la contrapposizione anche se non credo che sia possibile un rapporto virtuoso tra centrodestra e centrosinistra.
Lo dimostrano anche le reazioni che il discorso del Capo dello Stato ha suscitato sia sui giornali di destra che su Il Fatto Quotidiano.

Lei come si spiega questa convergenza?

Alla base c’è una comune passione per la guerriglia politica e giudiziaria. È ovvio che il discorso di Napolitano sia in contraddizione con le loro battaglie. A loro infatti non interessa che si faccia politica, ma che si continui con questa guerra civile. Ovviamente chi considera ogni dialogo un “inciucio” si muove su un terreno contrario all’ispirazione che vuole dare alla politica il Presidente della Repubblica.

Le parole pronunciate da Enrico Letta e Maurizio Lupi davanti al Capo dello Stato lasciano sperare che in un possibile “armistizio”?