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MANOVRA/ 1. Bersani: il baratto Iva-pensioni non aiuta la crescita

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Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani (Imagoeconomica)  Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani (Imagoeconomica)

Sinceramente, quando sento parlare di “rottura del patto” non posso fare a meno di ridere. Ma come? Sono vent’anni che si rompono i patti. Non viene forse rotto con il contributo di solidarietà o mettendo mano alle pensioni? D’altra parte, la Corte costituzionale ha sancito che ci può essere questa rottura. Chi ci critica poi commette un grave errore perché, anche attuando la nostra proposta, non verrebbe rotto un bel niente. Noi infatti proponiamo soltanto di individuare nei condonati una platea che segnala una capacità contributiva. A queste persone noi vogliamo chiedere un contributo straordinario, con la garanzia dell’anonimato.

E cosa c’entra questo con gli enti locali?

C’entra perché noi proponiamo di utilizzare i soldi raccolti in maniera oculata: un terzo di questi 15-20 miliardi per la manovra, due terzi per i pagamenti della pubblica amministrazione alle piccole imprese e per gli investimenti degli enti locali, derogando al patto di stabilità. 

Mentre la politica discute, la Cgil indice uno sciopero generale. La tempistica scelta non può essere letta come un atto di sfiducia nella capacità di contrattazione del Pd?

Non voglio ragionare con la loro testa, ma il Pd non c’entra nulla. Il meccanismo che si è messo in moto è la conseguenza dell’incursione del governo nel confronto sociale. Per questo ho chiesto a Tremonti che venga rimesso in piedi l’accordo sulla rappresentanza del 28 giugno, che era stato salutato da tutti come un grande momento di unità. Vede, uno può anche non avere grandi simpatie per la Cgil, ma resta il primo sindacato italiano e quando governi sono tutti figli tuoi. Solo un fanatico o un irresponsabile può continuare invece a governare accendendo micce nella società e nel Paese. Lo dice uno che gira per le fabbriche e che continua a vedere con preoccupazione lavoratori che litigano tra loro, in uno stato di tensione sempre maggiore.

Il Pd perciò parteciperà allo sciopero?

Guardi, io la sussidiarietà la applico innanzitutto alla politica. Ci sono dei momenti in cui i partiti devono riconoscere la soggettività della società e arrotolare le proprie bandiere. Quando c’è stata la manifestazione delle donne, ad esempio, ho voluto partecipare rimanendo sotto il palco, così come ho fatto per la campagna di Pisapia a Milano, o per i referendum. Il Pd perciò potrà partecipare, a livello di militanti e di dirigenti, ma non “aderisce” allo sciopero. Che senso avrebbe? Non accadeva con i partiti di una volta, figuriamoci adesso...

Ma in questa fase molto delicata, a distanza di una settimana dal discorso del Presidente Napolitano al Meeting di Rimini, quale responsabilità sente di doversi assumere come leader dell’opposizione?


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COMMENTI
29/08/2011 - Rompere i patti (Diego Perna)

Penso che non si farà un unelteriore prelievo dai capitali scudati, non per mantenere i patti, ma solo perché quando si rifarà il prossimo favore ai grandi ladri e vili evasori che se la ridono beati in abiti e auto di lusso e non ai parassiti con barba lunga e mani sporche di grasso che si vedono nello spot antievasione, paragonato a piccoli "animaletti", cioè meccanici idraulici o falegnami che lo fanno per sopravvivere,i grandi evasori, dicevo, non ci pagheranno, sui loro grandi capitali, nemmeno quel misero 5% ( sempre lo abbiano pagato). C'è poi la questione dei diritti acquisiti,bene,ogni bambino che nasce ha il diritto per costituzione ad un lavoro, a una vita dignitosa, non deve avere solo 30.000 euro di debito pubblico. Anche se siamo tutti ottimisti e contenti, costruire una società migliore dal basso, oggi è molto difficile, tante ricette e parole che sento rimangono solo buoni propositi e aumentare l'iva significa fare pagare a tutti, ma sopratutto ai meno abbienti, una piccola parte del pegno che i mercati ci chiedono. Questo è il paese delle libertà, la libertà di far fare sacrifici soltanto a classi basse e medio basse, senza guardare in faccia a nessuno. Mi raccomando poi i calciatori, che anche se non so bene la questione, non facciamo che gli venga a mancare una piccola parte dei loro" guadagni" se non giocano come potremmo vivere! E poi le tasse sono già altissime, anche per i ricchi, che poi sono uomini come tutti, hanno due occhi un naso due orecchi ecc.