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QUOTE ROSA/ Mangiameli: Ineccepibile la sentenza che azzera la giunta Cappellacci

Pubblicazione:mercoledì 3 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 3 agosto 2011, 21.50

Ugo Cappellacci Ugo Cappellacci

Una sentenza ineccepibile, in quanto il principio costituzionale è stato certamente violato. Stelio Mangiameli, professore di Filosofia del diritto all’università Tor Vergata di Roma, definisce così l’azzeramento da parte del Tar della giunta regionale della Sardegna, in quanto non vi era nemmeno un’assessore donna. Una sentenza che giunge a soli dieci giorni da un’analoga decisione del Tar del Lazio per quanto riguarda la giunta del Comune di Roma. Come osserva il professor Mangiameli, «in Sardegna manca una legge attuativa delle norme costituzionali che prevedono la promozione delle donne all’interno degli organi pubblici anche di carattere elettivo. A livello nazionale esiste un testo sulla promozione della presenza femminile nelle cariche pubbliche, che si chiama Codice delle pari opportunità, che è già vigente. Mentre nello Statuto regionale esisteva una norma che indicava la promozione della presenza femminile nelle cariche pubbliche, oltre a una legge statutaria che indicava quale doveva essere la presenza dei due sessi all’interno della giunta. Se non che lo Statuto della Sardegna è stato annullato perché presentava un vizio procedurale, e da quel momento la giunta Cappellacci non ha più promosso l’emanazione di un nuovo Statuto». E aggiunge l’esperto di diritto costituzionale: «Il quadro normativo della Regione Sardegna è quindi in ritardo rispetto alla Costituzione italiana. Il Tar della Sardegna quindi di fronte al ricorso ha ricostruito il quadro costituzionale, che oggi su questo punto risulta profondamente diverso da quello originario del 1948».


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