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QUOTE ROSA/ Mangiameli: Ineccepibile la sentenza che azzera la giunta Cappellacci

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Ugo Cappellacci  Ugo Cappellacci

Sono state diverse infatti le riforme che hanno aggiornato la Carta fondamentale per renderla al passo con i mutamenti della società. «Innanzitutto – osserva Mangiameli - la prima norma sulla promozione della pari opportunità nell’accesso alle cariche politiche è stata fatta nella costituzione per vincolare il legislatore regionale. Ed è stata introdotta dalla riforma costituzionale numero 30 del 2001, che ha modificato l’articolo 117. In un comma del nuovo articolo è stato inserito un principio vincolante per il legislatore regionale, che avrebbe addirittura avuto l’obbligo di promuovere le cosiddette azioni positive», cioè a prendere iniziative per ridurre le disparità tra i sessi. Un principio ribadito quindi «nell’articolo 51 della Costituzione, quello cioè che riguarda l’accesso alle cariche pubbliche. Il Tar della Sardegna ha quindi interpretato i due articoli della Costituzione come una forma di attuazione del principio dell’articolo 3, in cui si parla di “uguaglianza senza distinzione di sessi”, oltre che di “promozione delle condizioni di effettiva parità e partecipazione”». E aggiunge il professor Mangiameli: «Il punto è che il giudice ha sanzionato il fatto che nella giunta non c’era neppure una donna. Non c’è una prescrizione sul numero di assessori che dovrebbero essere di sesso femminile, ma certamente l’assenza anche di una sola donna nella giunta regionale, secondo il giudice amministrativo implica una totale disattenzione ai principi costituzionali».



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