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SCENARIO/ Gentili: Cosi Berlusconi può ancora cambiare la manovra

Silvio  Berlusconi e Umberto Bossi (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi e Umberto Bossi (Imagoeconomica)

Ha fatto il pontiere all’interno della maggioranza di governo e in particolare con Maroni. Se dovessi quindi pesare l’esito dell’incontro di ieri, vedrei in ribasso le «azioni» politiche di Tremonti, in risalita quelle di Alfano da un lato e di Maroni e della Lega dall’altro. Berlusconi si è imposto e ora è in leggera risalita, mentre mi paiono in leggero ribasso le azioni di Bossi, che in questo caso ha un po’ subito la situazione.

Nella mattinata di oggi (ieri, ndr) c’è stata l’audizione di Bankitalia, che ha fatto diverse critiche.

Mi sembra significativo che la Banca d’Italia continui ad insistere sul mantenere fermo il controllo dei conti pubblici. Non si può, ha detto Bankitalia, diminuire l’entità della manovra. Non basta però fare modifiche a saldi invariati. La necessità di «accrescere il ruolo delle misure strutturali» parla chiaro: l’aumento delle entrate e i tagli alle spese non bastano a fare una strategia pro crescita.

La cosa più preoccupante è la stima sull’innalzamento della pressione fiscale, che «nel 2014 si attesterà al massimo storico del 44,5%». È una prospettiva che non va molto d’accordo col proposito di «non entrare nelle tasche degli italiani»...

Certamente. Ed è il grande problema che ci portiamo dietro dalla prima manovra. Quella approvata a luglio era stata costruita spingendo prevalentemente sul pedale delle entrate, e come se non bastasse il problema si è aggravato con la manovra bis, tanto è vero che i tecnici del Senato, calcolando anche l’impatto del contributo di solidarietà, hanno profilato una pressione fiscale che nel 2014 supererebbe addirittura il 48%. Oggi alcuni punti sono caduti, come il contributo di solidarietà, ma Bankitalia evidenzia che saremmo comunque a livelli record. Rischiamo di diventare i primi in Europa per pressione fiscale, scavalcando anche i paesi del nord Europa, senza avere però i servizi che offrono Svezia e Danimarca.

Come coniugare rigore e crescita?

Manca per esempio un approccio serio e strutturale al problema previdenziale. L’introduzione del calcolo delle pensioni di anzianità sulla base degli anni effettivamente lavorati è un passo avanti, ma non è quello che ci si aspettava. Dovremmo alzare anche noi l’età pensionabile, come ha fatto la Germania. Avremmo risorse da mettere nella crescita e potremmo rispondere ad una dinamica demografica preoccupante, che comincia già ora a produrre i suo effetti.

Alcune delle riforme previste possono essere fatte solo per via costituzionale. Ma ci sono le condizioni per farle?


COMMENTI
31/08/2011 - riforma (maria schepis)

Una riforma "epocale" resa più difficile dal caldo della dimora di Arcore che, sicuramente priva di condizionatori, ha fatto si che si facessero delle sortite memorabili. Non tassiamo i grossi patrimoni, perchè rischieremmo di far perdere lavoro ai poveri operai: i titolari di grandi imprese si vendicherebbero con loro, licenziandoli, se dovessero pagare più tasse. Proteggiamo il diritto al lavoro e non facciamo pagare i ricchi. Poi pensano: innalziamo di botto l'età per le pensioni di anzianità, abolendo i conributi versati col riscatto della laurea e del servizio militare dal conteggio degli anni di servizio. Una bomba! fortuna che io modesta insegnante mai prossima al pensionamento, a cui innalzano sempre il limite d'età, mi trovo in buona compagnia, medici (anche mio marito è un medico ma non ha riscattato gli anni d'università) e magistrati: il parlamento è pieno di rappresentanti delle suddettte categorie e la proposta viene immediatamente archiviata. Fare rientrare ulteriori grandi capitali dall'estero? ma era stata promessa magnanimità ai grossi evasori e la parola va mantenuta. Accidenti ai condizionatori guasti! Scuramente i nostri avrebbero avuto idee migliori: abolire tutti gli enti inutili, dimezzare in tempi brevi il numero di parlamentari, tagliare di netto i costi della politica, mantenere il contributo di solidarietà per i redditi oltre i 250.000 mila euro, stanare il lavoro nero, non credere ai gioiellieri che dichiarano 14.000 mila euro etc. Se non ci fosse stato caldo...!

 
31/08/2011 - Ricapitoliamo (Vulzio Abramo Prati)

Ricapitoliamo: stiamo parlando di una manovra da 20 miliardi basata principalmente su nuove entrate e anche i tagli agli enti locali si trasformeranno presto in "tassazione locale". C'è poi la beffa dei riscatti pagati e a oggi inutili, si riducono le detrazioni e come rilevato dalla Presidente Marcegaglia non si prevede niente per lo sviluppo! E le privatizzazioni? Lettera morta o dimenticata! Il reddito pro capite è diminuito del 10% in 10 anni mentre in altri paesi europei è aumentato, i tecnici del Parlamento stimano che la pressione fiscale passerà in 2 anni al 48,4%, bel record per chi aveva promeso di abbassarla! Si è aspettato a prendere provvedimenti che la situazione fosse disastrosa, insistendo che il peggio era passato e "avevamo i conti più a posto degli altri!". Anzichè ragionare sui costi standard dei servizi locali tagliando gli inefficienti si taglia indiscriminatamente penalizzando i virtuosi. Anzichè eliminare finalmente i gemellaggi di Guareschiana memoria, utili a far viaggiare i soliti noti a spese altrui si taglia tout court! Davvero non c'è che dire, i sacrifici li faremo ancora una volta, chiedo però una sola cosa e cioè che non si parli mai più di sistema liberale, di mercato e aiuto alla famiglia perchè questi provvedimenti stanno a quei valori, nei quali io credo fermamente, come re Erode sta alla protezione dell'infanzia! Ultima annotazione: l'Italia ha un debito superiore alla somma di Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda! A buon intenditor...