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SCENARIO/ Gentili: Cosi Berlusconi può ancora cambiare la manovra

Pubblicazione:mercoledì 31 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 31 agosto 2011, 12.41

Silvio  Berlusconi e Umberto Bossi (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi e Umberto Bossi (Imagoeconomica)

Ieri c’è stata in Senato l’audizione di Bankitalia sulla manovra del governo. Occorre «andare nella direzione di ridurre il peso degli aumenti delle entrate» ha detto il vicedirettore dell’Istituto di via Nazionale, Ignazio Visco, e «accrescere il ruolo delle misure strutturali». E «il riequilibrio dei conti deve associarsi a una politica economica volta al rilancio delle prospettive di crescita della nostra economia». Preoccupanti anche le stime di aumento della pressione fiscale, che potrebbe schizzare verso l’alto. Sono molte le critiche piovute sull’ultima versione della manovra uscita lunedì sera dal vertice di maggioranza, tenutosi ad Arcore. Le maggiori difficoltà rimangono comunque di natura politica. Per Guido Gentili, editorialista del Sole 24Ore, Berlusconi è il solo che può ancora dare alla manovra un’ispirazione riformatrice, senza soccombere ai veti incrociati.

Qual è la sua lettura politica dell’ultima versione della manovra?

Come nella manovra precedente, la partita si è giocata da un lato sull’asse dei rapporti tra Pdl e Lega, e dall’altro sul piano dei rapporti personali tra Berlusconi e Tremonti. Con ministro dell’Economia ancora legato alla Lega. Due partiti e due personalità a confronto. Berlusconi è stato molto fermo nell’affermare il principio che lo ha guidato fin dalla manovra bis del 13 agosto, quello di «non entrare nelle tasche degli italiani». Il contributo di solidarietà era nella sostanza una supertassa. Il premier si è imposto e l’ipotesi è stata cancellata.

E Tremonti?

Tremonti non voleva un aumento dell’Iva e ha ottenuto che per il momento non se ne faccia niente. La Lega aveva messo il no più secco sulla questione delle pensioni, ha accettato un’ipotesi di riforma non strutturale e cioè un intervento limitato alle pensioni di anzianità. C’è stato un compromesso complessivo all’interno della maggioranza e tra il premier e Tremonti.

L’accordo raggiunto segna dunque una vittoria di Berlusconi, dopo una fase di appannamento?

È indubbio, anche se il quadro rimane abbastanza complesso. Non dimentichiamo che all’interno del Pdl in queste settimane c’è stato un forte mal di pancia, con molti deputati che hanno contestato la politica fiscale di Tremonti. E con Berlusconi che si è fatto in qualche modo portavoce di questo malessere. Sotto questo profilo si può dire senz’altro che Berlusconi ha ripreso l’iniziativa politica. Al tempo stesso il neo segretario del Pdl, Alfano, non è rimasto fermo.

Quanto ha pesato il suo ruolo?


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COMMENTI
31/08/2011 - riforma (maria schepis)

Una riforma "epocale" resa più difficile dal caldo della dimora di Arcore che, sicuramente priva di condizionatori, ha fatto si che si facessero delle sortite memorabili. Non tassiamo i grossi patrimoni, perchè rischieremmo di far perdere lavoro ai poveri operai: i titolari di grandi imprese si vendicherebbero con loro, licenziandoli, se dovessero pagare più tasse. Proteggiamo il diritto al lavoro e non facciamo pagare i ricchi. Poi pensano: innalziamo di botto l'età per le pensioni di anzianità, abolendo i conributi versati col riscatto della laurea e del servizio militare dal conteggio degli anni di servizio. Una bomba! fortuna che io modesta insegnante mai prossima al pensionamento, a cui innalzano sempre il limite d'età, mi trovo in buona compagnia, medici (anche mio marito è un medico ma non ha riscattato gli anni d'università) e magistrati: il parlamento è pieno di rappresentanti delle suddettte categorie e la proposta viene immediatamente archiviata. Fare rientrare ulteriori grandi capitali dall'estero? ma era stata promessa magnanimità ai grossi evasori e la parola va mantenuta. Accidenti ai condizionatori guasti! Scuramente i nostri avrebbero avuto idee migliori: abolire tutti gli enti inutili, dimezzare in tempi brevi il numero di parlamentari, tagliare di netto i costi della politica, mantenere il contributo di solidarietà per i redditi oltre i 250.000 mila euro, stanare il lavoro nero, non credere ai gioiellieri che dichiarano 14.000 mila euro etc. Se non ci fosse stato caldo...!

 
31/08/2011 - Ricapitoliamo (Vulzio Abramo Prati)

Ricapitoliamo: stiamo parlando di una manovra da 20 miliardi basata principalmente su nuove entrate e anche i tagli agli enti locali si trasformeranno presto in "tassazione locale". C'è poi la beffa dei riscatti pagati e a oggi inutili, si riducono le detrazioni e come rilevato dalla Presidente Marcegaglia non si prevede niente per lo sviluppo! E le privatizzazioni? Lettera morta o dimenticata! Il reddito pro capite è diminuito del 10% in 10 anni mentre in altri paesi europei è aumentato, i tecnici del Parlamento stimano che la pressione fiscale passerà in 2 anni al 48,4%, bel record per chi aveva promeso di abbassarla! Si è aspettato a prendere provvedimenti che la situazione fosse disastrosa, insistendo che il peggio era passato e "avevamo i conti più a posto degli altri!". Anzichè ragionare sui costi standard dei servizi locali tagliando gli inefficienti si taglia indiscriminatamente penalizzando i virtuosi. Anzichè eliminare finalmente i gemellaggi di Guareschiana memoria, utili a far viaggiare i soliti noti a spese altrui si taglia tout court! Davvero non c'è che dire, i sacrifici li faremo ancora una volta, chiedo però una sola cosa e cioè che non si parli mai più di sistema liberale, di mercato e aiuto alla famiglia perchè questi provvedimenti stanno a quei valori, nei quali io credo fermamente, come re Erode sta alla protezione dell'infanzia! Ultima annotazione: l'Italia ha un debito superiore alla somma di Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda! A buon intenditor...