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SCENARIO/ Il dopo Berlusconi? Un "nuovo" Berlusconi...

Pubblicazione:venerdì 5 agosto 2011

L'incontro tra le parti sociali e il governo (Imagoeconomica) L'incontro tra le parti sociali e il governo (Imagoeconomica)


Il “nuovo Berlusconi” è infatti agevolato da questa novità rappresentata dal coinvolgimento della sinistra nella cosiddetta “questione morale” e soprattutto dalla scarsa credibilità delle reazioni, in particolare di Bersani. Quale “diversità politica” è possibile invocare? Il fatto di essere stati vent’anni fa comunisti è ancora un “lasciapassare”? L’opinione pubblica è ancora convinta che in “Mani Pulite” si è proceduto a colpi d’accetta e non con la forbicina delle unghie?

A vent’anni di distanza anche sul Pci la verità storica non è più delegata ai verbali della polizia giudiziaria, ma poggia con maggiore serietà sugli stessi archivi del Partito comunista presso la Fondazione Gramsci. I comunisti non erano affatto al di fuori dal sistema delle tangenti sin dagli anni Settanta, da quando con il bisogno di maggiore autonomia politica dal Politburo si rifornirono di un’"amministrazione straordinaria" con tangenti italiane. La diversità millantata da Berlinguer nei comizi era propaganda, ma una sostanziale diversità in materia però esisteva ed era appunto quella definita dallo stesso Berlinguer  all’interno  del Partito.

Quando nel 1975, all’indomani dello scoppio dello scandalo delle “tangenti rosse” a Parma, Berlinguer convocò la riunione straordinaria della segreteria nazionale del Pci così si espresse: «Occorre ammettere che ci distinguiamo dagli altri non perché non siamo ricorsi a finanziamenti deprecabili, ma perché nel ricorrervi il disinteresse personale dei nostri compagni è stato assoluto». E già nella riunione della Direzione  del giugno 1974 è verbalizzato da parte di altri dirigenti del Pci: «Noi dobbiamo dire grazie a quei compagni che, senza farsi corrompere loro, hanno permesso al partito di vivere e di svilupparsi. Ci sono allusioni a compagni che passerebbero per ladri consentendo così ad altri di passare per puri. La verità è che, nell’insieme, si è consentito al partito di vivere! Ci siamo salvati perché, per quanto ci riguarda, i soldi sono serviti per il Partito».

E cioè la diversità dei comunisti non è consistita nel non aver fatto ricorso sistematico alle tangenti, ma nella maggiore limitatezza di casi di arricchimento personale. Gli arricchimenti personali vi sono stati, ma in forma sostanzialmente minore rispetto agli altri partiti. Perché? Perché il Pci era retto dal regime del centralismo democratico secondo una sostanziale assenza di correnti che duellassero a tutto campo in congressi ed elezioni. Il centralismo democratico ha avuto molti difetti, ma certamente dal punto di vista delle tangenti ha consentito una gestione più centralizzata, meno vistosa e rischiosa. È una “diversità” di non poco conto, ma può ancora essere invocata oggi, a distanza di più di vent’anni, quando già nel 1991 nel Pci a filosofeggiare circa l’"amministrazione straordinaria" si contavano  almeno tre “correnti di pensiero”?


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COMMENTI
05/08/2011 - Spirito del '94? I venti sono quelli del '92! (Emanuele Bracco)

Hai voglia a parlare di Di Pietro, di Vendola, di leadership (che nessuno ha piu', in realta'). Lo spirito sara' quello del '94, ma siamo invece ad un nuovo 1992, con crisi finanziaria che (meritatamente) colpisce l'Italia, alla quale ancora una volta manca personale politico in grado di fare quel che si deve fare. Buone vacanze.