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SCENARIO/ Il dopo Berlusconi? Un "nuovo" Berlusconi...

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L'incontro tra le parti sociali e il governo (Imagoeconomica)  L'incontro tra le parti sociali e il governo (Imagoeconomica)


Tra i leader ex comunisti grava una insincerità di fondo in materia. Nessuno di loro infatti ha avuto ancora il coraggio di dire chi nella segreteria del Partito – dopo Secchia, Longo, Cossutta e Cervetti – a partire dalla fine degli anni Settanta, si è occupato dei soldi.
Oggi senza più nel fodero né l’"internazionalismo proletario" né il "centralismo democratico" si pretende di imporre un’autocertificazione morale per il recente passato, il presente e il futuro.

D’altra parte il nuovo Berlusconi non è privo di problemi alle sue spalle. La caduta di carisma ha alimentato due risposte nel Pdl. La prima è “lo spirito del ‘94”. La crisi sarebbe determinata dal fatto che Berlusconi non ha potuto essere se stesso per colpa di alleati e candidati locali. Prima Casini, poi Fini e infine Tremonti. Soprattutto non ha potuto realizzare “la rivoluzione liberale” perché handicappato da ex socialisti ed ex democristiani.

Una bella epurazione – o come avrebbe detto Macchiavelli: “ritorno alle origini”, “ridursi in sul principio” – è la via d’uscita, di rilancio e di riconquista del favore popolare e dello stesso carisma. In sostanza un partito di destra, se non di estrema destra. Ma soprattutto una dichiarazione di fallimento generale del ruolo svolto da Berlusconi dal '94 ad oggi.

Altri – soprattutto di area cattolica e liberalsocialista – puntano a una politica che si muova secondo un'economia sociale di mercato evitando incendi sociali: non bellicosa autosufficienza, ma riconquista di spazi e consensi di fronte a una sinistra di fatto “congelata”. Il confronto con le parti sociali può essere utile.

Nel parlare alle Camere il premier è sembrato propendere per questa direzione, ma è difficile che egli rinunci del tutto al richiamo dello "spirito del ‘94", anche se questo richiamo continua a far danni non solo in termini elettorali – come si è visto a Milano –, ma anche nella giungla parlamentare. Il primo effetto è stato il contagio e cioè il trasferimento dello “spirito del ‘94” in seno alla Lega: l’abbandono dell’asse Bossi-Berlusconi e il rilancio dell’idea di una Lega anch’essa di nuovo “dura e pura” indipendente dal Pdl.



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COMMENTI
05/08/2011 - Spirito del '94? I venti sono quelli del '92! (Emanuele Bracco)

Hai voglia a parlare di Di Pietro, di Vendola, di leadership (che nessuno ha piu', in realta'). Lo spirito sara' quello del '94, ma siamo invece ad un nuovo 1992, con crisi finanziaria che (meritatamente) colpisce l'Italia, alla quale ancora una volta manca personale politico in grado di fare quel che si deve fare. Buone vacanze.