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Politica

MANOVRA/ Italia "commissariata", Berlusconi fa dietrofront

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Per una serie di fattori molto complessi da sintetizzare. Quello che è certo è che i provvedimenti annunciati dal governo nella conferenza stampa di ieri sono positivi, ma andavano presi prima. Il centrodestra aveva promesso una rivoluzione liberale e su quella aveva impostato la campagna elettorale. Non si capisce quindi perché, disponendo fino a pochi mesi fa della maggioranza più ampia della storia repubblicana, non abbia messo in atto in tempi meno drammatici quello che era il suo tratto distintivo. Che bisogno c’era di attendere una situazione come questa per varare il cambiamento?

 

Forse qualcuno ha remato contro?

 

Di sicuro ci sono state delle forze, anche all’interno del governo, che hanno impedito di attuare il cambiamento. E del resto, la composizione dei milioni di elettori che hanno votato per il centrodestra è molto variegata. C’è tantissimo ceto medio, molto lavoro dipendente, tutto un mondo che ha una serie di garanzie dal welfare, anche con quel minimo di statalismo che si portano appresso, e che tende quindi a difenderle come parte del suo tenore di vita.

 

E’ l’unica contraddizione del centrodestra?

 

Il centrodestra è molto composito ed è difficile generalizzare. Il vero problema è che fino a ieri, la rappresentazione che Berlusconi dava non solo dell’operato del governo ma anche dello stato del Paese era di segno completamente diverso. E’ un po’ complicato aver detto, come ha fatto Tremonti, che le cose in Italia vanno sostanzialmente bene, che i conti sono in ordine, che la manovra poteva essere fatta anche in tempi lunghi, e poi chiamare tutti a un impegno di salvezza nazionale.

 

Per ottenere il pareggio di bilancio, occorrerà puntare sui tagli alla spesa o su maggiori tasse?