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CRISI/ L’ipotesi di una patrimoniale divide Pdl e Lega

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Domani il governo incontrerà le parti sociali, mentre per giovedì è prevista l’audizione di Tremonti alle commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio di Senato e Camera. In queste ore si stanno quindi rincorrendo diverse ipotesi su come l’esecutivo potrà recuperare i 20 miliardi di euro necessari per anticipare di un anno il pareggio del bilancio previsto dall’ultima manovra finanziaria nel 2014.

Una delle ipotesi che rispunta più frequenza è quella di un’imposta patrimoniale, da sempre però osteggiata dal Pdl, ma che sta riscuotendo qualche consenso nella Lega Nord. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha infatti detto che probabilmente è giunto il momento di pensare a una tassa specifica una tantum per chi ha dai 100 ai 200 mila euro in su o una tassa sulle grandi rendite finanziarie. La replica del Pdl è arrivata attraverso il deputato Osvaldo Napoli che ha fatto notare come le risorse necessarie all’anticipo di pareggio di bilancio possano benissimo e meglio arrivare attraverso tagli alla spesa pubblica piuttosto che con nuove tasse.



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