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Politica

SCENARIO/ Follini: Casini, basta buone maniere, siamo alla vigilia elettorale

Mentre le Borse continuano a tenere con il fiato sospeso i governi, in Italia prosegue il dibattito su come affrontare questo passaggio. L'opinione del senatore del Pd MARCO FOLLINI

Casini e Berlusoni (Imagoeconomica)Casini e Berlusoni (Imagoeconomica)

Mentre le Borse continuano a tenere con il fiato sospeso i governi di tutto il mondo, in Italia prosegue il dibattito su come affrontare questo passaggio cruciale, dopo la decisione annunciata dal premier Berlusconi e dal ministro Tremonti  di anticipare al 2013 il pareggio di bilancio. «Abbiamo perso la nostra sovranità nazionale, mica noccioline – attacca il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani –. Il problema è che la faccia di chi dovrebbe presentare le ricette prescritte dal commissario è quella di Silvio Berlusconi». Al gruppo dirigente democratico replica il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: «Quando chiedono le dimissioni del governo, che è impegnato a evitare che la speculazione determini l'aumento dello spread, dimostrano tutta la loro irresponsabilità».

Senatore Follini, qual è la sua analisi su ciò che sta accadendo sui mercati?

Stiamo attraversando una crisi epocale che chiama in causa la robustezza degli Stati nazionali e il valore della democrazia. Davanti a uno scenario di questo tipo non dovrebbe prevalere un’ottica troppo provinciale. Questa crisi ha un profilo globale.
Detto questo, è evidente che per noi la campana suona più forte: abbiamo problemi strutturali di debito pubblico e, ormai alle nostre spalle, tre anni gettati al vento. Non c’è quindi da stupirsi se la nostra salita è più ripida rispetto a quella degli altri.

Secondo lei perciò è sbagliato parlare di “commissariamento” della politica italiana?

No, no. Lo stiamo vivendo in pieno, ma la globalizzazione implica forme di commissariamento che riguardano tutti i Paesi. Per noi quel vincolo è più forte in ragione di tutto ciò che non siamo stati in grado di fare in questi anni. Ed è su questo che si gioca maggiormente la responsabilità del governo.

Il pareggio di bilancio con un anno di anticipo è un obiettivo che secondo lei possiamo raggiungere in queste condizioni?