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Politica

SCENARIO/ Follini: Casini, basta buone maniere, siamo alla vigilia elettorale

Casini e Berlusoni (Imagoeconomica)Casini e Berlusoni (Imagoeconomica)


La comunità internazionale ci chiede più rigore e questo ci obbliga a metterci subito all’opera. È altrettanto evidente però che dobbiamo affrontare anche un grave problema di mancata crescita. Bisognerebbe a questo punto accelerare le misure di liberalizzazione e di meritocrazia che consentirebbero di rimettere in movimento il sistema produttivo. Davanti a tutte queste sfide, però, il governo Berlusconi si è sempre rivelato drammaticamente impari.

Il governo tecnico diventa perciò un’opzione preferibile alla stabilità?

Guardi, un’opposizione degna di questo nome deve coltivare due obiettivi. Il primo è quello di concorrere alla salvezza del Paese con misure drastiche come quelle che la realtà ci sta imponendo di adottare. Il secondo è la caduta del governo e l’apertura di un nuovo ciclo politico.
Io resto convinto del fatto che il primo obiettivo sia molto più importante del secondo, tanto più se consideriamo che questo governo è arrivato già oltre il suo stesso capolinea.

Cosa intende dire?

Semplicemente che questo governo che non c’è più. Ha visto evaporare in queste ultime settimane la sua agenda politica ed economica e, come ultimo funambolismo, ha dovuto dissolvere se stesso, riscrivendo la manovra secondo il dettato internazionale.
Il Paese avrebbe bisogno di un governo che sia espressione di una coesione nazionale che difficilmente questa compagine potrebbe assicurargli. Il problema di rimettere in piedi un governo all’altezza in ogni caso si porrà da sé, anche se oggi la priorità è certamente la manovra.

Nel Pd Bersani vede nel voto anticipato la soluzione ideale, Enrico Letta lancia invece l’ipotesi di un “governo super-Ciampi”. Quale delle due proposte la convince di più?