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SCENARIO/ Perchè la crisi ha "commissariato" Tremonti e Bossi?

Pubblicazione:martedì 9 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 9 agosto 2011, 8.46

Tremonti e Bossi alla Camera (Imagoeconomica) Tremonti e Bossi alla Camera (Imagoeconomica)


Penso che, nella disgrazia del commissariamento, il premier voglia cogliere l’opportunità che si sta aprendo di lanciare un ponte verso i centristi. In questo modo potrebbe guadagnare tempo, ma soprattutto alleati.

Se l’operazione dovesse riuscirgli, l’opposizione, Bersani in primis, rimarrebbe spiazzata?

Direi di sì. D’altronde in questa fase i riflettori vanno puntati proprio sul leader dell’Udc. Casini infatti sta elaborando una strategia che da un lato prevede la disponibilità a collaborare con la maggioranza, nonostante la presenza di Berlusconi, e dall’altro punta sulla crisi del Cavaliere e su una leadership più consistente di Angelino Alfano. Non è un mistero, infatti, che Casini guardi alla nascita di un nuovo centrodestra come all’ipotesi che più gli sta più a cuore.
A quel punto chiaramente il segretario del Pd si troverebbe schiacciato tra Vendola e Di Pietro e perderebbe l’alleato tanto sospirato, quella forza politica in direzione della quale si è mosso di più in questi suoi primi anni di segreteria.

Il Partito Democratico, invece, punta davvero tutto sull’ipotesi di un governo tecnico, magari guidato da Monti?

Nel Paese c’è chi, come alcuni autorevoli giornali, pur criticando severamente Berlusconi e ritenendolo inadatto a governare, teme che la crisi politica possa aggravare la situazione e perciò prova a spingere il Cavaliere ad adottare misure impopolari.
L’opposizione invece è sostanzialmente per il “cambio di guardia” a Palazzo Chigi, con le varianti del caso.

Cosa intende?

Una parte del Pd, assieme a Vendola e a Di Pietro, considera centrale il tema della caduta di Berlusconi e del voto anticipato. Un’altra parte del partito pensa invece a un’operazione in “due tempi”.
Detto questo, il tema del governo tecnico è sempre presente sullo sfondo.  Dipenderà molto dai mercati e dalla capacità di reazione dell’Italia, ma questa resta l’opzione che tutti hanno in mente se si verificasse un crollo politico ed economico irrefrenabile.

(Carlo Melato)



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