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MANOVRA/ Le novità, in carcere chi evade più di tre milioni di euro

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Il governo si accanisce (probabilmente per far digerire ai cittadini comuni i sacrifici cui saranno costretti), sugli evasori fiscali. Il provvedimento allo studio per l’inserimento in manovra implicherà, per i furboni che si “dimenticano” di versare al fisco somme superiori ai 3 milioni di euro, il carcere. «Qualora – recita una delle modifiche - l'imposta evasa o non versata sia superiore a 3 milioni di euro non trova applicazione l'istituto della sospensione condizionale della pena». L’emendamento, firmato dal titolare dell’Economia e dal relatore Antonio Azzollini, non è l’unica mossa dell’esecutivo contro chi evade. Pare ormai certo che sarà concesso (in realtà si scarica a loro la responsabilità) ai Comuni di pubblicare sui propri siti i dati anagrafici contribuititi dei propri cittadini. La medesima operazione tentata da Visco nel 2008 e sabotata dal centrodestra allora all’opposizione. In pratica, il 730 di tutti alla portata di tutti. L’intento, in buona sostanza, è quello di scatenare la corsa alla delazione. Laddove qualcuno dovesse ravvisare in un concittadino uno stile di vita al di sopra del reddito di cui formalmente dispone, si spera che scatti la denuncia. Nella propria dichiarazioni sarà resa obbligatoria anche l’indicazione degli istituti di credito con i quali si hanno dei rapporti; un vincolo già presente, ha spiegato Tremonti, nella maggior parte dei Paesi europei. Tutti i proventi scaturiti dalla lotta all’evasione sugli immobili del territorio, poi, rimarranno ai Comuni. In prima battuta, tali proventi sarebbero stati destinati, al 50 per cento, ai ministeri per ridurne i tagli. In ogni caso, l’iniziativa varrà solo per il triennio 2012-2014. I Comuni con popolazione inferiore ai mille abitanti, infine, dovranno aggregarsi per gestire tutte le principali attività di loro competenza, mentre quelli più piccoli dovranno fondersi in unità di almeno 5mila abitanti, 3mila per quelli delle comunità montane. Dura la reazione del primo cittadino della Capitale. Le sue ambizioni a ritagliarsi un ruolo nazionale come capo dell’Anci sono ormai note. 


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