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SCENARIO/ 1. Forte: ecco cosa manca alla manovra

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

A suo parere su che cosa dovrebbe puntare una manovra tenendo conto che il vero problema, oggi, non solo per l’Italia ma per tutto il mondo occidentale, è la crescita lenta e bassa?

Intanto bisognerebbe risparmiarsi ogni sparata su tasse e balzelli vari, patrimoniali. Questo crea solo fuga da ogni investimento e depressione generalizzata. La crescita si fa con i soldi. Quindi, crescita significa risparmi, investimenti e poi liberalizzazioni e privatizzazioni. Basta guardare ai servizi pubblici degli enti locali. Alla fine, di fronte a una autentica svolta, anche un aumento dell’Iva di un punto percentuale non dovrebbe creare grandi sconquassi.

C’è ancora qualche cosa che le pesa sullo stomaco?

C’è questo fatto delle società di comodo che il duo Bersani-Visco ha trasformato in invito all’evasione. Avevo inventato il redditometro per chi aveva una barca o una macchina di lusso. In Italia ce ne sono molte. Ci eravamo limitati a dire che chi aveva il possesso di simili beni doveva rispondere anche in termini fiscali. Il tanden Bersani-Visco l’ha praticamente tolto perché quei beni appartengono alle società. Io sono dell’opinione che se uno ha una macchina da centomila euro, dovrà pure giustificare dove trova i soldi per le spese di mantenimento di un simile bene. Che cosa gli costa un nuovo treno di gomme?

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
02/09/2011 - mi associo al commento precedente (Angelo Manara)

In merito al riscatto degli anni di università ed al servizio militare voglio ricordare al prof Forte che non sono privilegi, ma un contratto regolarmente PAGATO. Poi in questo campo voglio ricordare al prof Forte che la parola privilegi è assai pericolosa in bocca ad un politico, che ne gode assai di più di qualunque altro cittadino. Per esempio quanti anni di ci vogliono per prendere la pensione da parlamentare? e questo è un privilegio tutto italiano. Mi spiace che il Prof Forte si dimostri in questo caso "disattento" come i tre protagonisti della cena di Arcore che forse avevano un attimino esagerato.

 
01/09/2011 - Privilegi ?! (Daniele Scrignaro)

Una piccola osservazione all’articolo che per altro (ho trovato) lucido, chiaro e piacevole. Per quanto di incidenza minima sulla manovra e da annoverarsi tra i temi da prendere in considerazione – in una riforma complessiva e non a gruviera ed esposta all’umore quotidiano di ogni attore come l’attuale –, il capitolo del riscatto degli anni universitari e del servizio di leva non è un previlegio. I 40 anni valgono per chi, diplomato, inizi a lavorare a 19 anni, o addirittura a 16 se con il biennio delle superiori? Inoltre, un laureato “riscatta” (compra) pagando il 33% del proprio reddito per ogni anno, cioè tre volte la cifra che avrebbe versato lavorando (perché, lavorando, i due terzi li mette il datore). Vergognoso, poi, il militare (di leva) che compiendo un servizio allo Stato, pagato due soldi, manco gli è riconosciuto. Parliamo di privilegi (eufemismo) veri? Un commesso parlamentare (pardon, “assistente”) va in pensione a 52 anni con ottomila euro al mese per quindici mensilità (Sergio Rizzo, Corriere della Sera, 2009). E poi quando s’è visto che dall’oggi al domani uno si ritrova quattro anni di lavoro in più da fare?