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Politica

SCENARIO/ Frigerio (ex Dc): la fine del "sogno americano" sta affossando anche l'Italia

La difficile situazione italiana secondo Gianstefano Frigerio (Ansa)La difficile situazione italiana secondo Gianstefano Frigerio (Ansa)


Di fronte alla tempesta di Wall Street, l'Occidente si è mosso in ritardo, attraversato da pericolose divisioni, spesso senza strategia: ad esempio si è continuato e si continua ad affrontare la crisi come un dato congiunturale e non come una svolta strutturale ed epocale; si continua a scambiare la finanza per economia, l'economia per politica o addirittura per cultura; si sono buttati tre anni per costruire nuove regole che in qualche modo permettessero di governare la internazionalizzazione della finanza, non si sono fatti passi avanti sufficienti nel costruire strumenti di governance globale. Sarebbe utile prendere coscienza rapidamente che lo stereotipo del un “mondo piatto” è stato aspramente sconfitto dai fatti; non c'è un canone mondiale comune, anzi proliferano ideologie divaricanti e incompatibili, soprattutto nello spazio virtuale. E questa multipolarità che tende all'impotenza, genera incertezza, turbolenze dei mercati, insicurezza, paura del futuro.

E l'Italia, di fronte a tutto questo?

Dentro questa temperie si colloca il nostro Paese, carico di criticità consolidate nei decenni, indebolito da una lunga fase di bassa crescita, reso ancora più fragile da un clima politico torbido per i violenti processi di delegittimazione, per il pernicioso squilibrio tra i poteri dello Stato, per il tatticismo della politica e in genere delle elites, ossessionate dai risultati di breve respiro e dalla tendenza a galleggiare. Eppure la drammaticità della situazione complessiva imporrebbe responsabilità, dialogo, coesione, coraggio strategico verso il futuro: la politica deve sforzarsi di disincagliare il dibattito e la vita parlamentare dalle secche della manovra e dalle emergenze a ripetizione, recuperando un respiro strategico verso il futuro e un disegno di sviluppo. Questa vale anche per il nostro impegno in Europa. Ci vuole più coesione, più solidarietà tra gli Stati, più sviluppo. Il risanamento, necessario, urgente e rigoroso, senza un robusto sviluppo si trasformerà in gelida recessione.

(Gianluigi Da Rold)

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