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Politica

IL PALAZZO/ La sinistra di Napolitano "fa a pugni" con Bersani&co.

Berlusconi e Napolitano (Imagoeconomica)Berlusconi e Napolitano (Imagoeconomica)


Oggi il clima non è quello di un’abbuffata , ma di una carestia, nel quadro di una globalizzazione che sta ridimensionando l’Occidente e che vede in particolare un’Europa sempre meno stabile e solidale. Il recente attacco di Kohl alla Merkel per “tradimento” dell’europeismo è un segnale eclatante.

Va quindi considerato con molta attenzione il discorso di Napolitano a Rimini e come egli abbia dato una lettura negativa del ventennio della cosiddetta “Seconda Repubblica”: «È un fatto – ha affermato Napolitano – che da due decenni è in aumento la diseguaglianza nella distribuzione del reddito dopo una marcia secolare in senso opposto e lo stesso può dirsi del tasso di povertà. Si impone perciò una svolta».

Alla denuncia del declino economico e sociale avvenuto con la “Seconda Repubblica” si salda quindi quella del degrado politico: «Non fatevi condizionare – ha detto ai giovani ciellini – da quel che si è sedimentato in meno di due decenni: chiusure, arroccamenti, faziosità, obiettivi di potere e anche personalismi dilaganti in seno ad ogni parte».

Alla sinistra Napolitano rimprovera l’antiberlusconismo ovvero l’incapacità del post-comunismo di dar  vita a un partito socialdemocratico e cioè l’incapacità dell’attuale sinistra italiana (di D’Alema, Veltroni e Bersani) di agire mettendo “paletti” a sinistra. Una sinistra strattonata dai centri sociali, alla mercé della piazza giustizialista ed estremista, non è in grado di essere credibile in campo internazionale, né di essere chiamata alla guida del Paese da una comunità che ha bisogno di scelte drastiche e anche cosiddette “impopolari” se non vuole sprofondare nel continuo degrado e declassamento.

Ma, al tempo stesso, il Capo dello Stato guarda con preoccupazione il “salto nel buio” nel segno di discese in campo sull’onda di campagne di discredito generalizzato della “classe politica”. «Attenzione – ha ammonito nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica – all’uso dilagante di certe espressioni come casta politica». L’"antipolitica", l’attacco generalizzato alla “casta”, rischia di aprire scenari con pesanti “costi” per la democrazia.

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