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BERLUSCONI/ In serata il vertice al Colle con Napolitano

Pubblicazione:mercoledì 21 settembre 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Berlusconi  in serata, attorno alle 19, salirà al Colle per parlare con il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Il colloquio avrà come sfondo una delle più complicate situazioni da inizio legislatura. Ieri notte, a sorpresa, l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha deciso di declassare l’Italia, mentre è atteso, nell’arco di un mese, una misura analoga da parte di Moody’s. Intanto, la speculazione in atto continua a colpire l’Italia, lo spread tra bund e btp italiani si attesta attorno ai 400 punti, la maggioranza mostra sempre più difficoltà e frastagliature, mentre la manovra finanziaria appena varata viene contestata per l’assenza di misure legate allo sviluppo.

Come se non bastasse, il premier è sempre più invischiato in scandali sessuali che di giorno in giorno aumentano di numero, mentre giovedì l’aula voterà  sull’arresto di Marco Milanese, l’ex braccio destro di Giulio Tremonti, indagato per corruzione; dalla decisione, che sarà assunta a scrutinio segreto, si evinceranno i rapporti di forza presenti all’interno della maggioranza. Se da un lato Bossi e i suoi fedeli pare che tenteranno di tutelare il deputato, pena la sconfitta politica definitiva dello stesso Tremonti, dall’altro sembra che i sodali del ministro Maroni effettueranno un’operazione analoga a quando votarono favorevolmente all’arresto dell’onorevole Papa. Del resto, la rivalità tra il titolare del Viminale è quello dell’Economia è ormai nota a tutti.

E, a proposito di Lega Nord, non è escluso che sarà proprio questo il tema dominante dell’incontro con Napolitano. Oggi, infatti, Marco Reguzzoni, capogruppo del Carroccio alla Camera, ha ribadito che il popolo sovrano conta ben più di Napolitano. Martedì l’inquilino del Colle aveva affermato che «agitare quella bandiera significa porsi fuori dalla storia e dalla realtà», replicando così a Umberto Bossi che, domenica era tornato a parlare di un referendum per realizzare la secessione. In questo scenario il premier, oltre che, probabilmente, rassicurare Napolitano sulle intenzioni della Lega, intende, a sua volta, assicurarsene l’appoggio in questa fase complicata. 

 

 


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