BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ Donato Bruno (Pdl): senato federale e province entro aprile

Tremonti e Calderoli (Imagoeconomica) Tremonti e Calderoli (Imagoeconomica)


Esattamente. Oltre all’annunciata riduzione del numero di deputati e senatori nascerà il Senato federale, che si occuperà esclusivamente dell’art. 117, terzo comma. Avrà fine in questo modo il bicameralismo perfetto in favore di un sistema misto, poiché in materia di bilancio e di riforme delle leggi costituzionali le camere lavorerebbero assieme con il sistema che abbiamo oggi. Per tutto il resto sarebbe la Camera dei Deputati a legiferare, mentre il Senato per la prima volta vedrebbe al suo interno rappresentate le Regioni.

In che modo?

Ogni regione dovrà nominare due rappresentanti, uno di maggioranza e uno di opposizione, che avranno diritto al voto in tutti i provvedimenti, ad eccezione del voto sulla fiducia. Questo perché a differenza degli altri senatori non verranno eletti direttamente. Questi sono, in sintesi, gli argomenti che di qui a poco verranno discussi. Aggiungo però una novità.

Quale?

L’elettorato attivo e passivo verrà portato a 18 anni. Questo significa che chiunque, una volta raggiunta la maggiore età, potrà votare per la Camera e per il Senato ed essere eletto deputato o senatore.

A livello di tempistiche, il ministro Calderoli ha dichiarato che l’ultima riforma costituzionale tentata dal centrodestra è durata 14 mesi, questa volta però potrebbe volerci meno.

Ha ragione. Considerando le quattro letture e l’obbligo di attendere tre mesi dal momento in cui inizia la discussione nella camera di appartenenza, si può prevedere che iniziando in ottobre potremmo varare questa riforma entro aprile dell’anno prossimo. 

Il governo secondo lei deve comunque imparare qualcosa dalla precedente esperienza?

Certamente, ma sono convinto che la maggioranza abbia già fatto tesoro degli errori del passato. Questa volta, infatti, il corpus delle riforme costituzionali è stato frazionato. L’ultima volta, invece, il nostro progetto era così ambizioso da prevedere la modifica di 55 articoli della Costituzione. Purtroppo non fummo in grado di comunicare ai cittadini la bontà del nostro lavoro ed ebbe gioco facile chi spaventò il Paese urlando contro "l’attacco alla Costituzione".

Confidate davvero in una riforma condivisa con l’opposizione?


COMMENTI
21/09/2011 - Surreale (Giuseppe Crippa)

Trovo che le risposte dell'on Bruno siano surreali almeno quanto lo è la riforma presentata dal ministro Calderoli. L'on Bruno esordisce col dire che “Ora abbiamo appreso che il governo ha presentato un progetto di legge per l’abolizione, o la diminuzione, del numero di province...” Abolizione o diminuzione? Se non lo sa lui, che presiede la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati... Non elenco altre “perle” contenute nell'intervista ed arrivo subito alla domanda finale: “Ma se il dialogo dovesse fallire sareste pronti ad affrontare un nuovo referendum?” cui bastava rispondere sì o no, l'on Bruno ci onora della seguente risposta: “La riduzione del numero dei parlamentari e delle province, la fine del bicameralismo perfetto e gli altri punti in discussione sono chiesti a gran voce dagli italiani. Dubito che questa volta una battaglia ideologica su questi temi possa passare. “ Voleva dire sì o no? Non l'ho capito. E voi?