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CASO UNIPOL/ Zurlo: i reati sulle intercettazioni? Per i pm “valgono” solo quelli di Berlusconi

Pubblicazione:giovedì 22 settembre 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 22 settembre 2011, 17.46

Foto Ansa Foto Ansa

«Il problema – continua, correggendo il tiro, – è che noi possiamo individuare tutte le motivazioni tecniche che vogliamo. Ma le ragioni tecniche si possono fare facilmente soggiacere a quelle di natura strumentale e ideologica». Tutto dipende, in pratica, dalle intenzioni del magistrato.

«Ci sono indagini in cui ci si butta a  pesce, con mezzi, risorse, perquisizioni, pedinamenti, tabulati, intercettazioni, foto e altre che sono lasciate languire». Un esempio chiarisce il concetto: «per sei anni il padre di Fabio Tollis, uno dei ragazzi uccisi dalle Bestie di Satana, non fu, praticamente, neanche ricevuto dai Pm. Dicevano che il ragazzo, scomparso nel ’98, dopo aver frequentato un pub di Porta Romana, a Milano,  probabilmente era scappato di casa. Fu ritrovato cadavere nel 2004, assieme a Chiara Marino.  I magistrati, fosse dipeso da loro, avrebbero archiviato le indagini».

 

(Paolo Nessi)



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COMMENTI
26/09/2011 - come un amministratore (Giuseppe Saracino)

Bisognerebbe fare una legge dove il giudice istruttore é responsabile a prescindere esattamente come l'amministratore di una azienda che anche se in quel momento é a Berlino risponde se qualcuno non ha gli estintori in regola

 
22/09/2011 - Ma siamo un Paese serio? (Franco Labella)

Zurlo, che vedo dalle note biografiche essere un giornalista del Giornale, si lamenta della circostanza che, una volta scoperto chi ha diffuso una intercettazione non ancora manco allegata agli atti, l'Autorità giudiziaria proceda per giungere, se il GUP lo riterrà opportuno, a processare i soggetti coinvolti. C'è qualcosa che non torna: ma non stiamo tutti i giorni a cianciare (ed il Giornale è in prima fila) per la barbarie della rivelazione e la pubbblicazione delle intercettazioni persino quando esse non sono più coperte dal segreto investigativo? Ora, invece, non va bene perseguire chi diffonde le intercettazioni solo perchè non si chiama Giuseppe Rossi o Aldo Bianchi? E' vero che la coerenza non è da parecchio un valore ma con posizioni come questa di Zurlo possiamo rappresentare l'immagine di un Paese serio? E vogliamo pure approvare leggi più drastiche in materia di intercettazioni da non pubblicare? La vicenda fa il paio col disegno di legge se non ricordo male Carfagna che intendeva punire i clienti delle prostitute.... prima che scoppiassero le note vicende definite, però, di gossip e spiate nel buco della serratura.