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SCENARIO/ Morando (Pd): altro che Vasto, Bersani non mendichi alleanze

Pubblicazione:giovedì 22 settembre 2011

Nichi Vendola e Pier Luigi Bersani (Imagoeconomica) Nichi Vendola e Pier Luigi Bersani (Imagoeconomica)

L’asse Bersani-Vendola-Di Pietro battezzato a Vasto fa ancora discutere il Partito Democratico. «Se il Pd sceglie di imboccare la strada delle alleanze a sinistra uno come me non può essere di nessuna utilità», aveva avvertito Marco Follini. La “foto di gruppo” scattata alla festa dell’Idv potrà anche ricordare la “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana memoria a un esponente del calibro di Sergio Chiamparino, ma è altrettanto vero che un’altra fetta del partito continua a considerarla l’unica strada percorribile. «A mio avviso – dice il senatore Enrico Morando a IlSussidiario.net – il dibattito sta compiendo dei giganteschi passi all’indietro. Se continuiamo a dividerci tra chi vuole allearsi con il centro e chi con la sinistra non andiamo da nessuna parte».

Mi scusi, esistono delle alternative?


Certamente, io resto convinto del fatto che la strada giusta non sia quella di un partito “regista” delle alleanze, ma di un soggetto politico a “vocazione maggioritaria”.

L’impostazione veltroniana non ha già dimostrato di non funzionare?

È un’idea della funzione politica che il Pd deve avere, al di là dei suoi protagonisti. E comunque, già durante la gestione di Walter Veltroni criticai l’unica alleanza che facemmo, proprio con Antonio Di Pietro. In quella fase infatti avremmo dovuto uscire dall’esperienza dell’Unione nella logica dell’affermazione di un grande partito riformista.

La soluzione per il Pd è quindi quella di non fare alleanze?

Non ho detto questo. Il nodo di fondo resta la forza e la credibilità della proposta del Pd per il futuro del Paese. Se il partito riacquista la sua vocazione  e prova davvero a conquistare i delusi dall’esperienza dei governi di centrodestra, con un consenso superiore al 30% può costruire delle alleanze coerenti. La credibilità delle stesse dev’essere però garantita dal Pd, un partito che nel suo campo è pacificamente egemone.

Il lavoro di Bersani sta andando nella direzione opposta?  


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