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GOVERNO/ Salvini (Lega Nord): avanti così non dura più di qualche mese

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Matteo Salvini, esponente della Lega Nord (Imagoeconomica)  Matteo Salvini, esponente della Lega Nord (Imagoeconomica)

All'indomani del voto della Camera che ha respinto la richiesta di arresto a carico dell'On Marco Milanese, deputato Pdl ed ex braccio destro del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in casa Lega Nord non mancano le polemiche.
"Non penso che avanti in questa maniera si vada oltre qualche mese. Non so chi si debba dimettere, ma la Lega di pazienza ne ha avuta sin troppa", ha detto Matteo Salvini ai microfoni di Sky Tg24. "Chi vive in Padania ha fretta. Vede la situazione economica preoccupante, non si vede una via d'uscita e quindi chiede alla Lega di fare più in fretta. Sicuramente non siamo stati più furbi di altri, più veloci di altri, ci chiedono di non avere ancora troppa pazienza".
Parole dure che stridono con quelle pronunciate da Bossi ieri ("Ve l'avevo detto che la Lega non avrebbe fatto cadere il governo. Siamo alleati leali"). Ma Salvini, direttore di Radio Padania, ha il polso della base, che ieri ha vissuto un'altra giornata di passione. A differenza di quanto aveva fatto nei confronti di Alfonso Papa, ieri i leghisti hanno votato contro l'arresto, attirando su di sé le critiche e le ironie di tutta l'opposizione.
«Questi guerrieri padani quando il capo fischia, accorrono scodinzolando», ha dichiarato il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini. «È stato un voto di casta - secondo Pierluigi Mantini, capogruppo Udc nella Giunta per le Autorizzazioni della Camera - che frena il cambiamento necessario per un governo di responsabilità nazionale in grado di far fronte alla crisi e di conciliare il Paese. La credibilità di Maroni, come alfiere della legalità, ne esce distrutta».
Ma a intimorire il Carroccio non sono certo gli attacchi del centrosinistra. Più preoccupanti i commenti sui forum dei Giovani padani e i messaggi che giungono alla Radio di Via Bellerio.
E settimana prossima potrebbe esserci nuovo sale da spargere sulle ferite. Si voterà infatti anche la sfiducia al ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.


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