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SCENARIO/ 2. Polito: ecco perchè non è Tremonti il vero "nodo" da sciogliere

Pubblicazione:lunedì 26 settembre 2011 - Ultimo aggiornamento:lunedì 26 settembre 2011, 10.21

Bossi, Berlusconi e Tremonti (Imagoeconomica) Bossi, Berlusconi e Tremonti (Imagoeconomica)

Tutto quello che sta avvenendo è un modo per sfuggire al dilemma della leadership del Pdl. Si prendono altre strade. Parlare di riforma elettorale è il mezzo per allungare la legislatura. Il mese cruciale di tutta questa vicenda sarà gennaio, quando la Corte costituzionale deciderà sull'ammissibilità del referendum proposto da Di Pietro e gli altri. Una nuova legge elettorale può evitare questo referendum. E qui c'è un interesse a evitarlo, anzi a osteggiarlo anche da parte di Pier Ferdinando Casini.

 

E a questo punto, nella partita della legge elettorale, entra in gioco anche il problema più generale delle alleanze, con particolare attenzione a quello che farà il Terzo Polo.

 

Siamo realisti: la legge eletorale è la madre di tutte le leggi. Stabilisce i posti, i seggi, i soldi per i partiti. È evidente che in una simile situazione si innesta il gioco delle alleanze. Al momento Casini ha detto che l'unica cosa che gli interessa è la soluzione dei gravi probelmi economici del Paese, anche di fronte a una modifica dell'attuale legge elettorale che gli ha proposto il Pdl, cioè una soluzione spagnolo-tedesca, che potrebbe essere un ritorno al “Mattarellum”. Al momento Casini dice che non si parla di “stupidate”, ma si deve guardare ad altre cose ben più importanti. Penso che ci sarà tempo per decidere e per ripensare anche ad alcune dichiarazioni.

 

(Gianluigi Da Rold)



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