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BANKITALIA/ Grilli o Saccomanni? Berlusconi: decideremo in Cdm

Pubblicazione:giovedì 29 settembre 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

La maggioranza non riesce a uscire dall’impasse. Il tema è quanto mai delicato e le forze politiche che stanno al governo non riescono a trovare una soluzione. C’è da decidere chi sarà il successore del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, designato alla successione di Jean-Claude Trichet come direttore della Banca Centrale Europea. E non ci riescono. Non che manchino i candidati. Il problema è che sono due. La battaglia per decretare il futuro numero uno di Bankitalia, come hanno sottolineato la stragrande maggioranza degli osservatori, è di natura squisitamente politica. Tra Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d’Italia e Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro, nessuno ha rilevato grandi differenze di capacità tecniche, o visioni culturali particolarmente distinte.

Tuttavia, come è noto, la candidatura del primo è sostenuta dal premier Silvio Berlusconi, quella del secondo dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Va da sé che, dati i burrascosi rapporti che ultimamente corrono tra i due, nessuno cederà tanto facilmente. L’unica soluzione, al presidente del Consiglio, è parsa, a questo punto, un Consiglio dei ministri. A quanto hanno riferito, infatti, alcuni dei presenti all’incontro a Palazzo Grazioli, Berlusconi ha intenzione di convocare un incontro politico dei dignitari della maggioranza di qui a pochi giorni. 

 A quanto ha riferito il vicepresidente dei deputati del Pdl Massimo Corsaro, si tratta di «un tema su cui stiamo ragionando. Non è una battaglia tra Tremonti e Berlusconi, stiamo valutando le caratteristiche dei candidati che potrebbero essere anche più di due». Il che, se non si trattasse del tentativo di gettare acqua sul fuoco delle polemiche ma fosse confermato, sarebbe una notizia. «Credo che i nomi – ha aggiunto - sono quelli conosciuti. Potrebbe essercene anche un terzo. La scelta finale compete al presidente del Consiglio, passa per una sua valutazione. Per una soluzione non credo ci vorrà molto tempo». Il capogruppo a  Montecitorio della Lega, Marco Reguzzoni, dal canto suo ha riconosciuto che, effettivamente, il nodo esiste e potrà essere solo il Consiglio dei ministri a dirimerlo.


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