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SCENARIO/ Pomicino: dal voto su Romano al caso Tremonti, c'è una regia?

Pubblicazione:giovedì 29 settembre 2011

Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (Ansa) Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (Ansa)

Eccolo il vecchio ministro del Bilancio della cosiddetta “Prima repubblica”, quella che avrebbe sgangherato il Paese, tra cumuli di debiti, corruzioni e quanti altri delitti immaginabili. Paolo Cirino Pomicino, ex democristiano di prima grandezza e impagabile simpatia, quasi si mette a ridere al telefono quando gli si chiede un commento sulla mozione di sfiducia nei confronti del ministro Saverio Romano respinta dalla Camera (315 i voti contrari, 294 favorevoli). «Non si annunciavano grandi sorprese. La vicenda nel suo complesso, però, era piuttosto grottesca. La mozione presentata dall'Italia dei Valori era completamente senza costrutto. Durante la “Prima repubblica”, un ministro aveva la sensibilità di dimettersi dal Governo, non dal Parlamento, di fronte a un avviso di garanzia. In questo caso era discutibile che di fronte a un rinvio a giudizio non ci fosse stata una sensibilità pari a quella dei nostri tempi. Ma il problema è anche che il pm aveva chiesto un'archiviazione. A questo punto chi ha chiesto un voto per la sfiducia ha caratterizzato tutto in un senso politico. Mi chiedo che senso abbia avuto».

Ormai le cose funzionano in questo modo. «Lo vedo, ma funzionano veramente male e a me pare che non esista neppure più il Parlamento». Parliamo un attimo del ministro per l'Economia Giulio Tremonti. Che ne pensa della sua manovra, del suo modo di procedere, della sua politica econmica? A questo punto il vecchio ministro del Bilancio diventa il battagliero Geronimo che scrive sui giornali e dice tutto quello che pensa senza poeli sulla lingua. È il Geronimo che, attraverso libri quasi didascalici nel descrivere il passaggio dalla cosiddetta “Prima repubblica” alla cosiddetta “Seconda repubblica”, si mette quasi a urlare nel telefono. «Io ho scritto su Tremonti da molto tempo che le sue manovre hanno una caretteristica inconfondibile: portano alla recessione. Non è un caso che l'Italia, nel 2008, è stato l'unico Paese che è andato in recessione. Ma Tremonti è solo un caso in questi 19 anni di ministri per l'Economia, come si chiamano adesso, che non capiscono nulla di politica economica. 


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