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LEGGE ELETTORALE/ L'esperto: Pd e Pdl d'accordo, ma Casini e Bossi...

Pubblicazione:venerdì 30 settembre 2011

Il referendum sulla legge elettorale Il referendum sulla legge elettorale


A mio avviso questa campagna ha avuto principalmente tre finalità: eliminare l’ipotesi del referendum Passigli (che non piaceva a diverse forze politiche), dare spazio a personalità politiche oggi piuttosto in ombra, e, in terzo luogo, costringere la politica a operare una riforma.
Su quest’ultimo punto mi permetto però di rimanere piuttosto scettico. Dobbiamo andare molto indietro negli anni, infatti, per ritrovare una minaccia di referendum che sia davvero servita a cambiare una legge.

Un’eventuale modifica della legge elettorale inciderebbe comunque sulle prossime alleanze e, soprattutto, sulle scelte del Terzo Polo.

È vero. Penso però che esista già un’alleanza naturale.

A cosa si riferisce?

Parlo di un asse tra i due principali partiti a favore di una legge con una chiara tendenza bipolare, che taglierebbe fuori il Polo di centro. È nell’ordine delle cose, ma non si concretizza mai solo per una questione di equilibri politici. Anche oggi, infatti, c’è una forza minoritaria che condiziona il governo, la Lega Nord. E davanti a un’alleanza di questo tipo potrebbe anche aprire la crisi.

Seguendo il suo ragionamento l’impasse sembra difficilmente superabile. C’è il rischio che la prossima tornata elettorale sia ancora regolata dal Porcellum?

Se si rivelasse vera la previsione più accreditata delle elezioni anticipate nella primavera del 2012, il rischio diventerebbe certezza, anche perché in quel caso salterebbe il referendum. Detto questo, nessuno vieta al governo di cambiare la legge.
Ma se il quadro appare così ingessato una ragione c'è ed è molto semplice: il tema della riforma elettorale è un pretesto.

Cosa intende dire?


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