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SCENARIO/ C’è un nuovo "cerchio magico" che minaccia la Lega di governo

Pubblicazione:lunedì 5 settembre 2011 - Ultimo aggiornamento:lunedì 5 settembre 2011, 12.14

Umberto Bossi e Roberto Maroni (Imagoeconomica) Umberto Bossi e Roberto Maroni (Imagoeconomica)

Il fatto è che i passaggi sulla manovra hanno messo solo parzialmente il silenziatore al malessere interno alla Lega, portato comunque in primo piano da gesti eclatanti come quello del sindaco di Verona Tosi, in prima fila a Milano nella protesta dei sindaci contro i tagli. Bossi ha cercato di porre ai ripari dando ordine, in uno degli ultimi consigli federali, che ogni amministratore la piantasse con le esternazioni anti-manovra, e si occupasse solo dei fatti di casa propria. Ma lo stesso Tosi ha avuto buon gioco a ricordargli che la manovra è un fatto anche di casa sua. E comunque restano sullo sfondo i nodi precedenti alle questioni economiche. A partire dall’assetto interno del Carroccio, messo fortemente in discussione da Maroni con l’attacco al capogruppo alla Camera Reguzzoni, testa di ponte di quel cerchio magico che sembra tenere in ostaggio Bossi. Al quale si imputano troppi tentennamenti e incertezze. E che è atteso al varco dal modo con cui si concluderà la manovra. Pensioni e Iva non si toccano, ha tuonato il Capo. Cosa accadrà se invece alla fine bisognerà metter loro mano? O se, per lasciarle intatte, bisognerà colpire i cittadini con altri provvedimenti indigeribili? E cosa accadrà quando gli stessi cittadini cominceranno a dover pagare le tasse che i Comuni saranno costretti ad applicare per far fronte i tagli, o comunque a pagare di più i servizi locali, o a riceverne di meno e peggiori?

Che sia l’anno prossimo o nel 2013, le urne presenteranno il conto. E la Lega rischia di dover pagare un ticket decisamente indigesto.



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