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Politica

SCENARIO/ C’è un nuovo "cerchio magico" che minaccia la Lega di governo

Con il passaggio della manovra la Lega comincia a perdere consensi e l'anno prossimo, o nel 2013, commenta FRANCESCO JORI, le urne presenteranno il conto. Che potrebbe essere salato

Umberto Bossi e Roberto Maroni (Imagoeconomica)Umberto Bossi e Roberto Maroni (Imagoeconomica)

Italia? No, Sing Sing. L’opposizione è fatta da criminali, tuona il premier Berlusconi. La stampa è popolata da criminali, denuncia il ministro Calderoli. Magari si potrebbero espellere l’una e l’altra, come si vorrebbe fare (senza riuscirci) con i clandestini. E il provvedimento si potrebbe allargare a tutti quelli che stanno criticando la manovra continua del governo, ogni giorno una novità e una retromarcia: Confindustria, i sindacati, i presidenti di Regione, i sindaci inclusi quelli del Pdl e della Lega, gli economisti di ogni orientamento… Peccato che non sia possibile espellere (se non altro perché sono già fuori d’Italia) quelli che lo stesso Calderoli bolla come “quei burocrati di Bruxelles che hanno proprio stufato”. Eh già, continuano a scocciarci con questa storia del debito che abbiamo accumulato, e credono di poter dire quello che vogliono solo perché stanno comprando i nostri titoli di Stato per darci una mano.

O forse Calderoli ha frainteso sul ruolo del ministero che gli hanno affidato: quello della semplificazione. Così semplifica più che può: “Potremo pure prenderci qualche giorno per pensare alla crescita…”, si sfoga. Dimenticando che questo Paese non cresce ormai da anni: compresi tutti quelli (nove) in cui la sua Lega è stata al governo. Il fatto è che il tira e molla continuo sulla manovra sta alienando al Carroccio ulteriori consensi, dopo quelli già persi per il prezzo eccessivo pagato al vassallaggio a Berlusconi. Malumori che si sfogano a livello di blog. “Il verde è uno dei più bei colori che esistano, ma voi burocrati della Lega lo state scolorendo e svilendo; sveglia, signori, e non fatevi più prendere per i fondelli”, scrive Giulio sul sito padania.org. “La Lega da nuovo movimento per il popolo si è appiattita sulle voglie  del sultano, e la maggioranza dei deputati e senatori leghisti si sono sistemati a vita”, rincara Gabriele. “Lega ladrona, Roma non perdona”, ironizza Klà. Ma il malessere non circola solo a livello spicciolo di popolo; è ribadito dai presidenti di Provincia leghisti che non digeriscono l’annunciata abolizione dei loro enti, e soprattutto dalle decine di sindaci del Carroccio che non sanno da che parte girarsi nei prossimi tre anni, quando diventeranno operativi quei tagli che sono stati mitigati solo in minima parte.