BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

SCENARIO/ 1. La manovra conviene anche ai nemici di Berlusconi

Da agosto a questa parte sembra davvero che i mercati abbiano preso il sopravvento sulla politica. Ma cosa potrebbe accadere in Italia? Il punto di STEFANO CINGOLANI

Foto: AnsaFoto: Ansa

Che succede, anche i mercati si sono messi a fare e disfare i governi? Da quel che si vede in giro, soprattutto con la tempesta cominciata ai primi di agosto, sembra che stia avvenendo un vero passaggio di mano: non dalla politica all’economia, ma esattamente l’inverso. Ciò è vero per l’Italia. Si è diffusa l’idea tra Francoforte e la City di Londra, che Berlusconi non sia in grado di portare a casa un risanamento lacrime e sangue, il solo che potrebbe ridare fiducia nella capacità di far fronte al servizio del debito ed onorare i titoli di stato a scadenza. Ma l’Italia non è la sola. La stessa convinzione circola a Wall Street nei confronti di Barack Obama che nel novembre del prossimo anno si gioca la rielezione. In Portogallo, è caduto il governo del socialista Socrates. In Spagna si vota a novembre. l’Irlanda è già andata alle urne. La Grecia ha cambiato il ministro del Tesoro, ma forse sarà costretta anch’essa a sottoporsi al giudizio degli elettori. Può l’Italia fare eccezione?

Di fronte a una evidente crisi di leadership nei paesi occidentali, nessuno escluso (si veda la déblace della Cdu di Angela Merkel, ultima di una lunga serie), poiché come più volte si è detto la politica non tollera vuoti, sono i mercati ad occupare il campo. Mercati è una definizione pressoché metafisica. In pratica sono i grandi banchieri, finanzieri, uomini d’affari che muovono migliaia di miliardi di risparmi. Non proprio un manipolo di superpotenti, perché la realtà è infinitamente più complessa, ma certo l’oligarchia del capitale. Non è la prima volta. È accaduto ad esempio nei primi anni 90 in tutta Europa. Oggi, comunque, il potenziale di fuoco è persino maggiore.

Sono cambiate le cose là dove nuove coalizioni politiche si sono sostituite alle vecchie? Non esattamente. Più o meno tutti danzano sull’orlo di una nuova catastrofe. E non solo nell’area euro. Perché la Gran Bretagna di Cameron non sembra molto migliore di quella lasciata da Brown. C’è la big society, ma per ora è solo retorica così come, su sponde opposte, le grandi speranze obamiste. Dunque, una maggioranza diversa non è di per sé garanzia di immaginazione, governabilità e consenso, i tre ingredienti necessari per affrontare la crisi. Immaginazione perché è chiaro che bisogna tirar fuori idee nuove, nello stesso tempo visionarie e concrete. Governabilità perché se non si riesce a metterle in pratica si partecipa solo a inutili talk show televisivi. Infine il consenso. Occorre avere il coraggio di prendere decisioni impopolari, si sente dire (non ultimo da Giorgio Napolitano). Ma se non si conquista la mente e il cuore della gente, è solo un luogo comune.