Politica
mercoledì 7 settembre 2011
Mentre la bufera finanziaria imperversa e il governo mette finalmente la fiducia sulla manovra, e il premier Berlusconi è coinvolto nell'ennesimo caso giudiziario, a complicare - e di parecchio - il quadro, un fattore di troppo per sperare nella rapida uscita dalle incertezze economiche e politiche: la constatazione dello stato di salute dell’opposizione, che non pare passarsela meglio. Il numero uno del Pd lombardo, Filippo Penati, è sotto inchiesta per una storia di tangenti, Di Pietro detta la linea, bocciando l’ipotesi di alleanza con Casini, mentre il giovane sindaco di Firenze, Matteo Renzi, litiga con la presidente del suo partito, Rosy Bindi; lui si vuol candidare alla primarie, lei gli risponde che, allora, deve dimettersi dal Pd, come prevede lo statuto. Lui replica che lo statuto prevede anche un massimo di 3 mandati parlamentari (la Bindi è al quinto), ma lei controreplica che sono ammesse deroghe. Cosa sta accadendo nel centrosinistra e quali le conseguenze sullo stato del Paese? IlSussidiario.net lo ha chiesto a Peppino Caldarola.
Il Pd, a causa dell’inchiesta su Penati, rischia un terremoto?
Il caso Penati il Pd, al momento, lo ha “chiuso” in naftalina, con la decisione del comitato dei garanti di sospendere l'indagato dal partito. Il problema è capire, anzitutto, se sia colpevole o meno. E, in tal senso, le decisioni dei tribunali interni ai partiti non hanno alcun valore, parlano le sentenze. Detto questo, se risultasse effettivamente colpevole sarà necessario capire se siamo di fronte ad un caso di deformazione personale del rapporto tra politica e affari o ad un sistema diffuso. Ovvero, se ha agito autonomamente o per conto del partito.
E a quel punto?
Penati è l’uomo più importante del Pd milanese. E’ stato lui, inoltre, a portare al successo Bersani, affiancandolo nel primo periodo della sua segreteria. A quel punto si verificherebbe, per il partito, una situazione deleteria. Si tratterebbe della violazione di tutte le regole di cui il centrosinistra ha sempre chiamato al rispetto l’altra parte politica.
Non crede che l’affare Penati abbia già indebolito la segreteria?
"l’unico nome sul quale si sta realmente puntando è quello di Mario Monti". Non sarà affatto facile perchè Monti ha dimostrato di mancare di coraggio e ambizione per ruoli di notevole responsabilità e complessità, politicamente esposti (ha sempre aspirato, a me pare, a fare il Grande Burocrate e niente di più). Ma se il Pd ci riuscirà vincerà le elezioni. Sarei il primo a votarlo.
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