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ATREJU 2011/ Berlusconi: Alfano prossimo premier, Letta capo dello Stato

Pubblicazione:venerdì 9 settembre 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 9 settembre 2011, 20.35

Foto Ansa Foto Ansa

Un Berlusconi a tutto campo è intervenuto alla festa di Atreju, la sua prima apparizione in pubblico, dopo le polemiche sulle manovra e gli scandali legati alle ennesime intercettazioni. A chi gli ha chiesto di render conto della sua ormai tristemente nota frase (l’Italia è un Paese di m…) ha risposto facendo presente che si è trattato di uno sfogo umanissimo. Del resto, ha aggiunto, la situazione è quella che è; a causa dela magistratura divenuta ormai un potere incontrollabile e ingestibile (ha parlato a lungo delle toghe rosse) e per il fatto che la scomparsa della privacy, con il diffondersi di intercettazioni di ogni sorta, anche e soprattutto penalmente irrilevanti, rende l’Italia un Paese non libero. Nel merito, ha detto di non temere alcunché dalla inchieste su Giampaolo Tarantini e Valter Lavitola, i due imprenditori che, secondo quanto emerso dalla conversazioni apparse sui giornali lo avrebbero tenuto sotto scacco in una sorta di ricatto. Parlando della manovra, e del suo difficile percorso processuale, ha sottolineato come l’esecutivo e la maggioranza abbiano mostrato, al di là di quanto riferito dagli organi di stampa, estrema coesione. Il premier si è detto inoltre convinto che la legislatura arriverà a termine. La maggioranza è numericamente inferiore, ma politicamente più unita. In 18 mesi, ha spiegato, realizzerà tre fondamentali riforme: quella dell’architettura costituzionale, della giustizie e del sistema fiscale. Non ci sarà – è l’ovvia deduzione del ragionamento – alcun governo tecnico. Anzi: il capo dell’esecutivo ci ha tenuto a sottolineare come nessun tecnico sarebbe mai riuscito a portare avanti una simile manovra – che definisce un «miracolo» - né, tantomeno, sarebbe in grado di attuare le riforme indicate. E, a proposito di futuri governi, ha esplicitato un pensiero già manifestato in passato: il prossimo presidente del Consiglio sarà Angelino Alfano, il prossimo presidente della Repubblica Gianni Letta. Il premier ha voluto, per la prima volta pubblicamente, render conto del famoso baciamano a Gheddafi. Lo ha fatto spiegando come il gesto non ha rappresentato altro che un atto di cortesia e di adeguamento nei confronti del cerimoniale del Paese del Colonnello.


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