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Politica

DIRETTA ATREJU 2011/ L’intervento di Berlusconi. La sua prima uscita dallo scandalo intercettazioni

E’ il premier Berlusconi l’ospite d’onore della Festa dei giovani del Pdl ad Atreju. Il presidente del Consiglio è salito sul palco introdotto dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni

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E’ il premier Silvio Berlusconi l’ospite d’onore della Festa dei giovani del Pdl ad Atreju. Il presidente del Consiglio è salito sul palco introdotto dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Si tratta della sua prima uscita pubblica dalle polemiche sulla manovra finanziaria e in seguito alle nuove, ennesime, intercettazioni; quelle in cui, secondo gli stralci pubblicati dai media, apparirebbe come un uomo ricattato da dei faccendieri interessati a fingersi suoi sodali per spremergli più quattrini possibile. «Ogni tanto c’è bisogno, soprattutto quando si ha la sventura di dover guardare almeno la prima pagina dei giornali, di avere a che fare con i giovani, fa bene al cuore», ha esordito, per passare all’analisi della situazione attuale e alle ragioni dello stallo: «il debito pubblico – ha detto - è un’eredità pesantissima che abbiamo ricevuto da un passato non troppo distante. Dagli Anni ’70 si è riuscito a moltiplicarlo più volte. Sono stati i governi del compromesso storico ad avere la colpa maggiore di quanto successo». Secondo il premier, i fardelli maggiori ricevuti in eredità, sono l’avere «il 50 per cento in meno di infrastrutture rispetto a Francia e Germania», l’esser privi di una politica energetica nucleare, che ci obbliga a «comprare all’estero l’energia» e «una giustizia civile dai tempi infiniti che scoraggia le aziende a investire in Italia». Poi, uno slancio di ottimismo: «Abbiamo la fondata speranza che la nostra maggioranza, numericamente inferiore rispetto al passato, ma politicamente più coesa,  possa approvare la riforma della architettura costituzionale dello Stato, la riforma fiscale e quella della Giustizia».

Questa mattina, invece, sono intervenuti il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, il vicepresidente del Senatori del partito, Gaetano Quagliariello e il coordinatore Denis Verdini. Oggetto del dibattito, le primarie nel centrodestra. Verdini ha espresso il suo scetticismo in merito, ricordando come in Toscana, dove sarebbero nate, avrebbero portato solamente sconfitte. Tuttavia, ha aggiunto, andrebbero «studiate meglio, renderle più trasparenti» e attendere che gli elettori «abituino». Si è detto favorevole, invece, Fabrizio Cicchitto, che ha ricordato come a Milano e Napoli, nelle recenti amministrative, il centrodestra abbia perso perché ha deciso di puntare su candidati sbagliati. Quagliariello, dal canto suo, ha espresso pieno sostegno all’iniziativa, sottolineando come le primarie rappresentino un vantaggio che il centrosinistra non può continuare a vantare.