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Politica

MANOVRA/ Antonini: vi spiego come cambiano le province

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Questi dati - che costituiscono il principale elemento di verità del dibattito - hanno probabilmente contribuito a generare il mito della generalizzata abolizione delle Province, che peraltro ha visto anche autorevoli opinioni contrarie, come ad esempio quella di Onida, già presidente della Corte costituzionale. E’ utile quindi entrare nel merito della soluzione accolta  nel disegno di legge costituzionale approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, cercando di precisarla. La Costituzione viene modificata togliendo ogni riferimento alla Province, che cessano così di essere enti territoriali costituzionalmente necessari (nonostante molti abbiano criticato la scelta - in forza dei possibili tempi lunghi implicati - della legge costituzionale, va precisato che questa è l’unica strada per superare il sistema delle Province).  L’articolo 117 della Costituzione viene poi modificato assegnando alla legge regionale, da adottare previa intesa con il Consiglio delle autonomie locali (per evitare il rischio di eccessivi centralismi regionali), il compito di disciplinare forme associative per l’esercizio delle funzioni di governo di area vasta. Queste forme associative costituiscono enti locali regionali, di cui la legge regionale disciplina l’ordinamento e le competenze. Essi possono essere configurati interamente come enti di secondo livello o avere un Presidente (ma solo questo – pertanto un eventuale consiglio provinciale sarà necessariamente di secondo livello) eletto dalla popolazione a suffragio universale e diretto. In ogni caso ogni ente locale regionale deve avere una popolazione di almeno trecentomila abitanti oppure una estensione di almeno tremila chilometri quadrati. Infine, le Regioni non possono istituire alcun ente locale regionale il cui territorio coincida, in tutto o in parte, con quello di una città metropolitana. Piuttosto articolata è poi la disciplina transitoria, relativa alla fase di prima applicazione.

 


COMMENTI
10/09/2011 - Il Meeting non c'entra! (Giuseppe Crippa)

Se ci sarà un Presidente e/o un eventuale consiglio provinciale eletto dalla popolazione a suffragio universale e diretto avremo ancora un livello decisionale che magari si frapporrà tra i Comuni e le Regioni, con relativi ritardi e mediazioni nei processi decisionali, e soprattutto avremo ancora un ceto politico da mantenere. Non mi pare proprio che Fassino e Calderoli al Meeting abbiano parlato di far eleggere ai cittadini Presidenti e/o eventuali consigli...