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Politica

MANOVRA/ Antonini: vi spiego come cambiano le province

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Entro un anno le Regioni devono approvare le leggi regionali sugli enti locali regionali, i quali sostituiscono le vecchie Province alla scadenza dei mandati amministrativi in corso. Se una Regione non provvede a legiferare, lasciando quindi in vita le vecchie Province, il Governo, alla scadenza degli attuali mandati provinciali, nomina un commissario ad acta per l’esercizio di tutte le funzioni di ciascuna Provincia. In questo modo viene posto un forte deterrente contro l’inerzia regionale. Altri aspetti importanti disciplinati dal disegno di legge costituzionale riguardano l’obbligo per tutti gli enti territoriali, ivi incluso lo Stato, di sopprimere gli enti, le agenzie e gli organismi, comunque denominati, che svolgono funzioni di governo di area vasta. Questa è un’importante semplificazione del sistema di governo territoriale che negli anni ha visto il proliferare di una miriade di altri soggetti, spesso di dubbissima utilità e di sicurissimo dispendio. Alcune norme di chiusura impegnano infine lo Stato ad adeguare il sistema del federalismo fiscale a questa modifica costituzionale, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, e a razionalizzare la presenza degli stessi organi periferici statali, adeguandola al sistema territoriale che sarà configurato dalle nuove leggi regionali. La riforma viene estesa anche alle Regioni speciali. Viene infine previsto che dall’attuazione di questa riforma costituzionale debbano obbligatoriamente derivare in ogni Regione (incluse quelle Speciali) una riduzione dei costi complessivi degli organi politici e amministrativi. Nell’insieme, così configurata, la riforma garantisce un’importante evoluzione del federalismo istituzionale italiano, assecondando l’esigenza di contenere i costi politici e amministrativi. 


 

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COMMENTI
10/09/2011 - Il Meeting non c'entra! (Giuseppe Crippa)

Se ci sarà un Presidente e/o un eventuale consiglio provinciale eletto dalla popolazione a suffragio universale e diretto avremo ancora un livello decisionale che magari si frapporrà tra i Comuni e le Regioni, con relativi ritardi e mediazioni nei processi decisionali, e soprattutto avremo ancora un ceto politico da mantenere. Non mi pare proprio che Fassino e Calderoli al Meeting abbiano parlato di far eleggere ai cittadini Presidenti e/o eventuali consigli...