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REFERENDUM ELETTORALE/ L’esperto: vi spiego il No “politico” della Consulta

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Come era stata ampliamente previsto, la Corte costituzionale ha stabilito che il referendum elettorale è inammissibile. Tutti e due i quesiti sono stati bocciati. Entrambi prevedevano l’abolizione dell’attuale legge elettorale, il cosiddetto “Porcellum”; il primo, chiedeva l’abrogazione dell’intera legge. Il secondo, enumerando la parti della legge da abrogare, mirava a ottenere il medesimo risultato del primo. Non si voterà, quindi, sulla legge Calderoli. Non per questo le ambizioni di chi ha creduto nella consultazione referendaria sono archiviate. A seconda, infatti, di come la sentenza è stata formulata, si potrebbero aprire svariati scenari. Uno dei quali potrebbe condurre ad una riforma obbligata. Vincenzo Tondi della Mura ci spiega cosa potrebbe accadere nell’immediato futuro.

Anzitutto, perché, secondo lei, i quesiti sono stati bocciati?

Verosimilmente la Corte ha sentenziato sulla base di un problema rilevato da numerosi costituzionalisti, ovvero quello della reviviscenza.

Cosa significa?

Il referendum abroga una legge, ma non fa rivivere la legge precedentemente abrogata. La Corte ha ritenuto, quindi, di non poter invertire un tale principio. Anche se sulla scorta di una serie di considerazioni di natura puramente tecnica, forse, come è stato sottolineato da alcuni costituzionalisti, avrebbe potuto farlo. Resta, in ogni caso, da attendere le motivazioni per comprendere pienamente le ragioni dei giudici.

Quale sarà la sorte dell’attuale legge elettorale?

La Corte aveva già messo in dubbio la legittimità costituzionale di alcuni suoi punti relativamente al problema della quota minima, riguardante il premio di maggioranza attribuito alla forza politica che prende più voti. Laddove vi fosse una certa frammentazione, tale forza potrebbe, in ipotesi, essere anche estremamente esigua e la maggioranza parlamentare conferita ad un partito minoritario.

Quindi?

E’ possibile che i giudici abbiano dichiarato inammissibili le proposte referendarie nel rispetto dei principi che regolano il sistema delle fonti del diritto; tuttavia, è altrettanto possibile che nelle motivazioni forniscano indicazioni circa le ulteriori illegittimità presenti nella legge attuale.

Quali, ad esempio?


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COMMENTI
12/01/2012 - una visione costituzionalmente orientata (francesco scifo)

Bisognerebbe chiedersi perchè sia stato proposto alla Consulta un referendum di questo tipo, quando anche uno studente del primo anno della vecchia giurisprudenza (non dell'odierna di scienze giuridiche o come si chiama ora) era in grado di capire che l'abrogazione di una legge non fa mai rivivere altre leggi precedenti. Quindi, atteso che non è possibile autocreare un vuoto normativo, l'esito era giuridicamente scontato. Probabilmente, il referendum è stato solo un maldestro strumento di pressione indiretta verso il Parlamento, che però ha fallito il suo obiettivo, non oggi, ma fin da quando, dopo la presentazione dell'ingente numero di firme le Camere hanno tenuto in "non cale" l'istanza popolare. Qualcuno mi scrive che sono passionale o un comunista, la realtà è che sono un sentimentale perchè leggo, per lavoro, tutti i giorni la Costituzione Italiana e i Trattati europei e penso che ancora qualcuno nelle Istituzioni li rispetti e che servano a qualche cosa. Forse la Corte, con questa sentenza, ci ha voluto dire che a Roma c'è ancora qualcuno che ha una visione dei problemi costituzionalmente orientata. Speriamo bene.