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IL PALAZZO/ Le due vittorie che rilanciano Berlusconi (e non Monti)

Pubblicazione:venerdì 13 gennaio 2012

Alfonso Papa abbraccia Nicola Cosentino (Imagoeconomica) Alfonso Papa abbraccia Nicola Cosentino (Imagoeconomica)

Il secondo risultato utile, per il Cavaliere, è la ripresa di un cammino di avvicinamento verso Bossi. Moltissimi sarebbero stati infatti i contatti tra Palazzo Grazioli e il leader del Carroccio per rilanciare, raccontano gli sherpa di entrambi, un’intesa tra i due partiti. Nelle telefonate tra il Cavaliere e il Senatur l’ex capo del governo avrebbe offerto delle garanzie sulle modifiche da apportare alla legge elettorale (anche Berlusconi avrebbe messo in chiaro che qualcosa deve comunque esser fatto per recuperare credibilità con i cittadini, ma gli "interventi" si limiterebbero a una semplice "manutenzione" del Porcellum), così come avrebbe promesso a Bossi di cercare di orientare, previa consultazione e tramite il "peso" del Pdl, i dossier su cui è al lavoro il governo in modo che non siano del tutto sgraditi ai Lumbàrd.

Parlare di una rinnovata intesa in vista anche delle elezioni amministrative è prematuro, ma da via dell’Umiltà si fa notare come l’atteggiamento del Senatùr rappresenti la volontà di non chiudere la porta a un eventuale accordo. Se vanno da soli magari vincono a Verona (dove vuole lanciare e ricandidarsi una lista civica a-leghista e, forse, prove generale di una nuova o diversa Lega l’attuale sindaco, Flavio Tosi, fedelissimo di Maroni), è il ragionamento del Pdl, ma rischiano di perdere in altre città del Nord.

Nei capannelli di Montecitorio c’è anche chi racconta da due giorni (in particolare i parlamentari maroniani) che il Cavaliere avrebbe detto a Bossi di tenersi pronto alle elezioni perché il governo non arriverebbe al 2013. Uno scenario però poco credibile per lo stato maggiore pidiellino: “Se dovessimo staccare la spina al governo e lo spread tornasse a crescere la colpa ricadrebbe su di noi” è la preoccupazione. Sulla stessa falsariga, il retroscena del Riformista di oggi a firma Alessandro De Angelis: altro che patto segreto – il concetto – quella è una polpetta avvelenata messa in giro dai nemici del Cavaliere, che vuole continuare a mantenere in vita il governo e, insieme, l’alleanza con la Lega. 

Berlusconi dal canto suo non può, però, neppure non tenere conto di tutta quella frangia di parlamentari sempre più insofferenti ad appoggiare l’esecutivo tecnico: dobbiamo far sentire in qualche modo il nostro peso – è la richiesta avanzata dai falchi all’ex premier come al segretario Angelino Alfano – perché il rischio è che finiremo per trovarci sempre di più con le spalle al muro".



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