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RETROSCENA/ I "pasticci" di Parisi e Di Pietro dietro il fallimento del referendum

Pubblicazione:venerdì 13 gennaio 2012

Di Pietro, Parisi e Segni (Infophoto) Di Pietro, Parisi e Segni (Infophoto)

A mio avviso questa è una sentenza-monito che andrà rispettata. I partiti hanno l’obbligo giuridico-politico di modificare il Porcellum, mantenendo le sue caratteristiche di fondo. E la bocciatura del Mattarellum rende più probabile il mantenimento di un sistema proporzionale. Basterebbe infatti una soglia di sbarramento più alta per avere un pluralismo moderato che garantirebbe una competizione bipolare virtuosa. Come avviene in tutta Europa, con la sola eccezione di Francia e Inghilterra.

Anche lei si aspettava un sostegno più convinto del Pd in questa battaglia?

Guardi, il segretario Bersani ha avuto fin dall’inizio una posizione chiara e coerente. I referendum li porta avanti la società civile, i partiti intervengono in un secondo tempo.
Di Pietro invece ha gettato la maschera e ha dimostrato con le sue dichiarazioni di essere un demagogo che gioca pesantemente contro l’unica istituzione, insieme alla presidenza della Repubblica, che svolge ancora un compito di garanzia. Così facendo però il leader dell’Italia dei Valori indebolisce quelle istituzioni che sostiene di voler rafforzare.

(Carlo Melato)



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