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IL PALAZZO/ Monti, se la "stampella" di Napolitano non basta a evitare le elezioni

Pubblicazione:lunedì 16 gennaio 2012

Mario Monti alla Camera (Infophoto) Mario Monti alla Camera (Infophoto)

Monti si sta rafforzando o si va avvicinando una crisi che porterà alle elezioni anticipate? Entrambe le tesi sono state sostenute in questi giorni dai commentatori politici usando – questo è il paradosso della situazione – identici argomenti.

Insieme al declassamento sia la sentenza della Corte Costituzionale sia il voto su Cosentino – abbiamo letto – secondo gli uni hanno stabilizzato il governo mentre secondo gli altri hanno aperto la strada alle elezioni anticipate. Non si tratta di interpretazioni faziose, ma è il segno di un'ambiguità che avvolge il governo sin dalla sua nascita e che però non può durare ancora a lungo. O Monti acquisisce una dimensione politica  oppure è destinato a sciogliersi come neve al sole.

Infatti un governo “tecnico” è un soggetto che ha come obiettivo un numero ristretto di questioni da affrontare in un lasso ristretto di tempo. La tesi del “governo tecnico” in un quadro di democrazia parlamentare occidentale può essere solo una momentanea eccezione in quanto significa che il governo decreta e i deputati ratificano ovvero che il potere esecutivo commissaria e sostituisce di fatto il potere legislativo.  L’enfasi sul “governo tecnico” si basa sulla tesi secondo cui i “politici” sono corrotti, inesperti e ambiziosi mentre i “tecnici” sarebbero competenti, rigorosi e disinteressati. Ammesso che sia vero, a maggior ragione, è altamente improbabile che 400 “Mister Hyde” sostengano a lungo 18 “Dottor Jeckyl”.

È in questo quadro  del tutto magmatico che si apre lo spazio – la necessità – che Monti dia vita a un esecutivo politico. Governare non significa prendere le principali decisioni attraverso il ministero dell’Economia e quello dello Sviluppo. A parte il fatto che esiste una politica estera e una politica interna che non saranno autostrade vuote e senza curve, già quando dai decreti non negoziati si passa alle trattative con forze politiche e parti sociali si registra l’immediato affanno dell’esecutivo.

Né si può pensare che di fronte a ogni difficoltà i tecnici vadano a piangere al Quirinale. Già il fatto che Napolitano faccia interventi diretti sulla Cgil (che non faceva nemmeno quando nella segreteria del Pci era responsabile economico) è irrituale e imbarazzante. Il rischio è che, di questo passo, il Colle dovrà occuparsi personalmente anche dei taxisti e dei farmacisti.


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