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IL PALAZZO/ Monti, se la "stampella" di Napolitano non basta a evitare le elezioni

Mario Monti alla Camera (Infophoto) Mario Monti alla Camera (Infophoto)

Il doppio no al refendum e all’arresto di Cosentino non ha quindi né stabilizzato, né destabilizzato. Le elezioni anticipate possono essere evitate solo se Monti ha la capacità di fare politica. L’idea di separare tecnica e politica affidando la prima all’esecutivo e la seconda al Parlamento si è dimostrata non di lunga durata, né si può pensare di coinvolgere ancor di più il Quirinale nell’attività dell’esecutivo mettendo a rischio l’intero sistema dei poteri “terzi” della Repubblica.

A meno che non si punti a un “nuovo ’94” e cioè a voler far precipitare il Paese nel caos con un Parlamento imbalsamato in modo da avere le mani libere  per – gridando all’emergenza finanziaria e al rischio default - “rubare” Eni, Enel, Finmeccanica e Rai. Anche a metà degli anni Novanta si disse che tra Tangentopoli e “Fine della Storia” i partiti e la politica erano un peso inutile e che con le privatizzazioni si sarebbe abbattuto il debito pubblico ereditato dalla Prima Repubblica. Lo Stato è stato alleggerito, ma il debito è aumentato.

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