BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

MARIO MONTI/ Primo vertice con Alfano, Bersani e Casini: dite sì alle riforme

Per evitare sul nascere polemiche, è stato definito un semplice pranzo di lavoro. Ma, quello di Mario Monti con i leader dei partiti è un vero e proprio vertice.

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Per evitare sul nascere polemiche, è stato definito un semplice pranzo di lavoro. Ma, quello di Mario Monti con i leader dei partiti è un vero e proprio vertice. Oggi il neo premier incontrerà il segretario del Pdl Angelino Alfano, quello del Pd, Pierluigi Bersani e il leader dell’Udc Pierferdinando Casini. Lo ha spiegato Alfano, sottolineando come all’ordine del giorno ci sarà la discussione di temi riguardanti l’Europa e l’euro escludendo, tuttavia, che si tratta dal preludio di una grande coalizione. Alfano ha fatto sapere che il rapporto con il professore della bocconi è ottimo e si è detto convinto di come la necessità, adesso, sia battere i pugni sul tavolo in Europa. Parlando degli altri due leader di partito, ha spiegato che con Casini il rapporto è di antica frequentazione, mentre con Bersani rimane circoscritto  a questa singolare circostanza. Rispetto al decreto sulle liberalizzazione, ha spiegato che, in linea di massima il presidente del Consiglio condivide la linea del Pdl. «Siamo tutti d'accordo. Ma prima vengono grandi reti, autostrade, sistema bancario. Alla fine farmacisti e tassisti». E, proprio il pacchetto di liberalizzazioni, sarebbe, in realtà, la priorità assoluta. Il vero motivo per cui il premier vuole incontrare i partiti, infatti, è da leggersi alla luce, in particolare, del declassamento subito da Standard & Poor’s. data la situazione di sempre maggiore emergenza, sembra che Monti sia intenzionato a chiedere ai partiti di piantarla con le ipocrisie e di uscire allo scoperto, manifestando pienamente il proprio appoggio alle liberalizzazione e alla riforma del mercato del lavoro. Già venerdì, quando non era ancora ufficiale la notizia del declassamento, Mario Monti si era detto stufo dell’ipocrisia dei vertici separati. Senza sintonia trai principali partiti, ha ravvisato il pericolo di invalidare il lavoro si qui svolto. Nel report dell’agenzia di rating, infatti, non si eccepirebbe alcunché sul governo, né sul suo operato o sul suo programma. Secondo Mario Monti, il timore dell’agenzia sarebbe legato proprio ai partiti e alla possibilità che consentano o meno di varare l’ambizioso piano di riforme. Monti avrebbe chiesto, in particolare, di manifestare in pubblico la stima che gli mostrano in privato spiegando ai propri elettori perché i provvedimenti in cartiere sono sempre più urgenti. 

© Riproduzione Riservata.