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Politica

BIPOLARISMO/ Caldarola: Lupi ha ragione, Casini vuole scardinare il sistema

L'allarme di Maurizio Lupi: Casini vuole la fine del bipolarismo. Secondo PEPPINO CALDAROLA è davvero così, ma si tratta di un'operazione che non è destinata ad avere successo

Pier Ferdinando Casini, Foto InfophotoPier Ferdinando Casini, Foto Infophoto

In un'intervista rilasciata oggi al quotidiano La Stampa, Maurizio Lupi lancia un grido d'allarme preciso: Casini vuole la morte del bipolarismo. Secondo il vicepresidente della Camera, si starebbe assistendo a un'autentica "Opa" lanciata dal leader dell'Udc sugli elettori incerti del Pdl al fine di conquistarli e portarli dalla propria parte. Lupi cita anche sondaggi che vedrebbero una percentuale tra il 45 e il 52% di elettori incerti e dentro a questa stessa percentuale una forbice che va dal 41% al 46% di elettori pronti a votare un nuovo  partito. Secondo Peppino Caldarola, contattato da IlSussdiario.net, Lupi ha colto perfettamente un dato della realtà: "Personalmente" dice "non credo che quanto sta cercando di fare Casini riuscirà e non me lo auguro nemmeno. L'evoluzione politica infatti lascia immaginare la permanenza della dialettica tra i due poli".

Caldarola, il rischio che denuncia Lupi esiste anche per il Partito democratico?

Lupi ha colto sicuramente un dato della realtà dicendo che l'obiettivo del Terzo polo è quello di scardinare il bipolarismo, cioè i due poli esistenti, quello di centrodestra e quello di centrosinistra.

E secondo lei può riuscirci?

Ho molti dubbi che un'operazione di questo tipo possa riuscire, una manovra politica cioè che ha come fine quello di favorire la nascita di una formazione che superi entrambi i poli.

Come mai ne è convinto?

Perché ritengo che l'evoluzione politica lasci immaginare piuttosto la permanenza della dialettica tra i due poli. E onestamente non mi auguro nemmeno che questa operazione portata avanti da Casini possa riuscire.

Il bipolarismo dunque non è destinato a tramontare?

Il problema negativo del bipolarismo è stata la sua interpretazione muscolare, l'idea cioè poco occidentale che la vittoria di uno schieramento significasse la soppressione dell'altro. L'idea che potevano alternarsi formazioni diverse alla guida del governo, ma che ciascuna delle due combattesse l'illibertà presunta dell'altra. Questa idea è sicuramente da correggere, ma non lo schema che il cittadino elettore possa scegliere fra le idee del centro destra e quelle del centro sinistra.

Cosa prevede allora?

C'è un particolare importante da capire, a proposito del prossimo futuro e degli sviluppi della scena politica. Personalmente non credo che dopo il governo Monti possa tornare la situazione precedente e questo riguarda anche Casini.

Cioè? Ci spieghi meglio.

E' facile immaginare che dall'interno del governo Monti possano emergere personalità, penso in particolare al ministro Passera, in grado di diventare dei protagonisti politici. Quindi è facile immaginare che noi avremo comunque un sistema bipolare, ma non è detto che i protagonisti siano gli stessi che abbiamo conosciuto in questo ultimo ventennio.

Secondo lei in questo quadro di conservazione del bipolarismo quanto conta una nuova legge elettorale?


COMMENTI
19/01/2012 - Bipolarismo /Caldarola (Paolo Cantoni)

Lupi ha proprio ragione, concordo con Caldarola, ho una certa età e spero proprio di non rivedere i disastri della prima republica e delle politiche degli aghi della bilancia, politiche dei due forni ecc ecc, degli inciuci es terzo polo, Fini, Casini e chi altro?

 
18/01/2012 - Casini non scardina un bel nulla (Giuseppe Crippa)

Non capisco perché Caldarola si auguri che questo bipolarismo, che lui stesso definisce muscolare, poco occidentale e teso alla soppressione dell'avversario, debba sopravvivere a sé stesso. Il bipolarismo, non dimentichiamolo, è semplicemente una possibile soluzione al problema della governabilità. Questa soluzione è stata sperimentata in questi ultimi decenni, ed il suo fallimento è sotto gli occhi di tutti. Si avvicina il momento di sperimentare altre soluzioni, e Casini, insieme ai milioni di italiani evocati nei sondaggi di Lupi, non scardina un bel nulla, semplicemente “vive il presente”. La prima politica è vivere, o no?