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IL PALAZZO/ Fontana (Lega): è la "festa" di Maroni, ma il nemico non è Bossi

Roberto Maroni (Imagoeconomica) Roberto Maroni (Imagoeconomica)

Non è tanto un problema di correnti. Il fatto è che non si riesce più a trovare un’intesa e una sintesi senza strappi dolorosi.

Lei si definirebbe “marionano”?

Certamente, anche se essere maroniani non significa essere contro Bossi. Chi è leghista è per prima cosa bossiano, dopodiché può essere più o meno vicino a uno dei colonnelli.
Per quanto mi riguarda, io sono molto legato all’ex ministro dell’Interno, condivido le sue idee e le battaglie che sta portando avanti.

Nella lunga storia del Carroccio ci saranno stati dei momenti simili.

I dibattiti ci sono sempre stati, ma mi creda, una situazione come questa non l’avevo mai vista.
Anche il divieto di intervento che è stato comunicato a Maroni mi ha davvero sconcertato. Sono certo che è stato un provvedimento male interpretato. Di sicuro una cosa del genere non viene da Bossi. Non è nel suo dna, lo conosco da troppi anni...

Si rischia la scissione?

È un’ipotesi che non voglio nemmeno prendere in considerazione. Per intenderci, io potrei lasciare la Lega Nord solo se Umberto Bossi mi cacciasse. E un minuto dopo smetterei di fare politica.

Secondo i giornali di oggi la tentazione di lasciare sarebbe venuta allo stesso Senatùr.

Spero che sia un’invenzione giornalistica perché ne sarei estremamente addolorato. La Lega ha assolutamente bisogno di Bossi e di Maroni. Di altri forse un po’ meno...

A questo proposito, da mesi di parla del famoso “cerchio magico” che avrebbe circondato e mal consigliato il segretario. Per la Lega è il momento di passare dal “partito carismatico” alla democrazia interna?

Di tutto questo ne dovremo parlare approfonditamente nei congressi. È quella la sede più adeguata.
Purtroppo sono troppi anni che non li facciamo. E questo di sicuro non ha fatto bene a tutto il movimento…

(Carlo Melato)

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