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DECRETO LIBERALIZZAZIONI/ Ok del Cdm. Monti: non ci sarà “più giungla”

Si è concluso il Consiglio dei ministri, dopo una riunione di più di 8 ore. Il vertice ha approvato il pacchetto, rispettando il termine che si era proposto, entro cioè la fine di gennaio

Mario Monti (Foto Imagoeconomica) Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Si è concluso il Consiglio dei ministri, dopo una riunione fiume durata più di otto ore. Il vertice ha approvato, quindi, il pacchetto sulle liberalizzazioni, rispettando il termine che si era proposto, ovvero entro la fine di gennaio. Monti, in conferenza stampa, ha specificato che il decreto non rappresenta unicamente un’azione economica, ma anche sociale, all’insegna del rigore, dell’equità e della crescita. Il premier ha avuto parole di ringraziamento per l’attenzione che il capo dello Stato ha riservato all’esecutivo e, in particolare, al pacchetto appena varato, definendolo corposo e incisivo. Non ha nascosto, inoltre, che ben presto sarà sommerso da una serie di critiche negative. Accade ogni volta, ha aggiunto, che si tenta di modificare lo status quo. Non sarà possibile, tuttavia, dare nuovo dinamismo all’economia italiana se non saranno riformulate le forme stesse della convivenza. Monti ha anche annunciato il varo di un decreto legislativo firmato dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, che semplificherà e innoverà il mondo della scuola e dell’università all’insegna, in particolare, al’insegna della valutazione; altra misura sulla quale si sta lavorando, è la spending review, che consentirà il monitoraggio costante e dettagliato della spesa pubblica. Sulle liberalizzazioni appena varate, ha spiegato che «nella nostra visione non significa che occorra più “giungla” nell’economia italiana». Il mercato – ha detto Monti -  richiede di togliere vincoli e paletti per consentire agli imprenditori di operare, specie ai giovani. Ma, contestualmente, si necessita di una forte attività di inquadramento per gli attori che vi operano. Il ministro dello Sviluppo Passera, prendendo la parola, ha fatto alcune esempi delle liberalizzazioni che lo riguardano, citando, anzitutto, la separazione di Snam Rete Gas. Il ministro ha fatto presente che il gas rappresenta l’elemento più importante della nostra politica energetica e dei costi ad essa relativa e si è detto convinto del fatto che al separazione tra le strutture e gli operatori del settore renderà possibile creare nuovo lavoro e nuove possibilità di investimenti.